Salvini vuol dire la sua sul prossimo presidente della Repubblica

Salvini vuol dire la sua sul prossimo presidente della Repubblica. "Torneremo a sederci con Conte, il Paese ne ha bisogno", dice il leader della Lega

Salvini vuol dire la sua sul prossimo presidente della Repubblica. I toni di Matteo Salvini sono cangianti. Talvolta sono quelli soliti barricadieri, altre volte appaiono moderati, alla Giorgetti. Stavolta la notizia è che, a quanto pare, la Lega vuol far parte dell’ampia maggioranza che servirà (almeno all’inizio) per eleggere il successore al Quirinale di Sergio Mattarella: il che, per forza di cose in questa legislatura, esclude no euro e simili. Ma di tempo ne manca e si vedrà come andrà nei fatti.

Salvini vuol dire la sua sul prossimo presidente della Repubblica

“Io resto tranquillo. Di errori, certo, ne faccio anche dieci al giorno, ne commetto come tutti quelli che compiono delle scelte“, sostiene il leader della Lega in un’intervista a Repubblica. “Ma resto alla guida del partito che secondo l’ultimo sondaggio Swg ha 8 punti di vantaggio sul Pd. E sull’emergenza mi faccia dire – continua – che ho sentito con grande gioia e commozione le parole di apprezzamento di Papa Francesco, di certo non tacciabile di simpatie leghiste, nei confronti della Lombardia e del governatore Fontana. Ripaga di tante amarezze”.

Finiti gli Stati generali, il premier Giuseppe Conte dice di essere pronto a ricevere il centrodestra, la settimana prossima. “Sì, andremo. Perché il Paese ne ha bisogno”, replica Salvini. “Il centrodestra torna a quel tavolo, ma per confrontarsi sui fatti – afferma -. Abbiamo detto no alle passerelle in villa: quelle non ci interessano. Se si aprirà un dialogo vero a Palazzo Chigi, allora di proposte serie ne porteremo venti. Siamo stati lì già tre volte. La prima a marzo, quando denunciammo i rischi legati al decreto sulla Cassa integrazione. Restammo inascoltati”. Poi, sul prossimo Capo dello Stato: “Dico che nel Pd almeno in cinque si contendono il Colle, ma possono mettersi l’anima in pace. Il presidente sarà eletto con molta probabilità coi voti di tutti, tranne che del Pd, che lavora per averne uno a suo piacimento“.