Mes, Battelli: pentastellati, liberiamoci della propaganda di Salvini

Mes, Battelli: pentastellati, liberiamoci della propaganda di Salvini. Il problema è il Fiscal Compact, dice il presidente della Commissione per le Politiche dell'Ue alla Camera, perché se torna quello sotto sorveglianza ci finiremo comunque

Mes, Battelli: pentastellati, liberiamoci della propaganda di Salvini
Sergio Battelli

Mes, Battelli: pentastellati, liberiamoci della propaganda di Salvini. Piano piano, una crepa nel ‘no perché no’ all’utilizzo del Fondo salva stati comincia ad apparire anche tra i 5 Stelle. “Nella mia cassetta di sicurezza preferisco avere tutti gli attrezzi che possono tornare utili a fronteggiare una crisi che ancora non sappiamo come evolverà”, ammette il presidente della Commissione per le Politiche dell’Ue alla Camera, il pentastellato Sergio Battelli, in un’intervista a ‘Il Foglio’.

Mes, Battelli: pentastellati, liberiamoci della propaganda di Salvini

E continua: “Non vedo perché dovremmo privarci di un potenziale supporto. Io non escludo niente, ma pongo delle priorità. E, al momento, le priorità sono la trattativa sul Recovery Fund, l’utilizzo dei fondi di coesione e la riforma del Patto di stabilità. Quanto al Mes, è diventato un enorme problema politico a causa di equivoci e mistificazioni. Alcuni dei nostri sono ancora ostaggio della propaganda di Salvini, che cavalca furbamente l’argomento. – spiega – Ma mi chiedo cosa ne pensino Zaia e Fontana, dell’eventuale accesso ai prestiti agevolati per le spese sanitarie. Nella mia Liguria, Toti, che governa con la Lega, si è già detto più che favorevole. E d’altronde anche Salvini fatica, ormai, a dire che questo Mes non sia migliorato rispetto a quel che era in passato”, osserva l’esponente del M5S.

E il tormentone delle ‘condizionalità’? Battelli rimarca che “ci sono i trattati che parlano chiaro, certo. Ma faccio notare che anche la Bce, che tutti ora lodiamo, sta di fatto agendo in deroga al suo mandato. Gli accordi tra i governi, la volontà politica, possono molto. Nel trattato internazionale che regola il Mes è prevista una ‘sorveglianza rafforzata’ che si attiverebbe sui nostri conti nel momento in cui venisse reintrodotto il Patto di stabilità così com’era. E però qui si guarda il dito, e non la luna: perché il vero nodo politico sta proprio nella modifica del Fiscal compact, che per l’intera Ue è indispensabile. Non si pensi di tornare a Maastricht nel 2021: altrimenti, Mes o non Mes, la sorveglianza rafforzata per l’Italia scatterà comunque“. Poi, certo, “il Recovery Fund rimane la nostra priorità  anche per la logica che sottende al suo funzionamento: emissione di debito comune, condivisione di rischi e responsabilità – dice ancora Battelli -. E’ il senso politico profondo dell’Europa: abbandonare il metodo intergovernativo per passare a quello comunitario. Ecco perché dico che, invece di impantanarci in questo dibattito surreale sul Mes, potremmo pensare di spendere davvero i 20 miliardi di fondi coesione che l’Europa già ci ha garantito, rimuovendo anche il vincolo del cofinanziamento nazionale. Sono soldi incagliati, immediatamente spendibili. Facciamo in modo che le Regioni li spendano tutti e bene”.