Confindustria: il governo non conclude nulla, poi però si dà la colpa alla Ue

Confindustria: il governo non conclude nulla, poi però si dà la colpa alla Ue. "Nella fornace Alitalia il doppio del denaro messo nella scuola, di che stiamo parlando?", dice il vicepresidente di viale dell'Astronomia a Radio 24

Confindustria: il governo non conclude nulla, poi però si dà la colpa alla Ue
Carlo Robiglio

Confindustria: il governo non conclude nulla, poi però si dà la colpa alla Ue. “Noi dovremmo attuare finalmente una politica di riforme che dimostri che questo paese ha voglia di cambiare. Sembra sempre che i cattivoni dell’Europa ci vogliono penalizzare ma è inaccettabile dare la colpa all’Europa“, scandisce Carlo Robiglio, vicepresidente di Confindustria e Presidente Piccola Industria, ai microfoni di Radio 24.

Confindustria: il governo non conclude nulla, poi però si dà la colpa alla Ue

Tuttavia, stante la necessità di “aiutare le imprese a investire e supportarle nello sviluppo”, Robiglio fa notare che la “visione di chi governa é di assistenzialismo e non di crescita“, e così il Paese “non può venirne fuori”. Esempio, la vicenda Alitalia: “Un paese che decide di investire nella scuola la metà di quanto investe nella fornace Alitalia… La scuola è l’elemento di base, se non abbiamo una scuola che forma competenze per le imprese di domani e anche dell’oggi. Di cosa stiamo parlando?” Robiglio ricorda che “i posti di lavoro esistono se esiste il lavoro, il lavoro esiste se c’è l’impresa, quando chiude impresa chiude il lavoro, qualcuno a questa sollecitazione dovrebbe sentirsi chiamato in causa”.

“Spesso i nostri governanti – insiste – si ostinano in discussioni sterili e non ascoltano il nostro grido di dolore e le nostre necessità. Il problema oggi è la carenza di liquidità e di ordini” e il timore è che la situazione peggiori a settembre. “Noi siamo convinti – conclude – che non sia il momento delle polemiche ma di rimboccarsi le maniche. Mi sembra che il tempo delle task force, dei tavoli degli incontri ci sia stato, ora bisogna fare. La commissione Colao ha fatto un ottimo lavoro. La sensazione è che continuiamo a fare sterili incontri ma non si arriva al dunque”.