Ru 486, la Tesei sostiene di aver agito “per la salute delle donne”

Ru 486, la Tesei sostiene di aver agito "per la salute delle donne". La presidente dell'Umbria difende la scelta di dare uno stop all'aborto farmacologico in Day Hospital

Ru 486, la Tesei sostiene di aver agito “per la salute delle donne”. “Ho sempre difeso le donne e sostenuto che nella società devono avere ruoli importanti. È strano che la mia idea di garantire la loro salute susciti tante polemiche. Riconosco alle donne la libertà di autodeterminarsi in tutti i campi, nel rispetto della legge. Dopo di che di fronte al tema rimando alle linee guida che mirano alla tutela della salute” sostiene, in un’intervista a ‘La Nazione’, la governatrice dell’Umbria Donatella Tesei a proposito della contestatissima decisione di dare uno stop all’aborto farmacologico a domicilio e in Day Hospital.

Ru 486, la Tesei sostiene di aver agito “per la salute delle donne”

“Nessuno vieta l’suo della Ru486. Vogliamo solo avvenga in sicurezza”, insiste. Quanto al ministro della Salute Speranza che ha deciso di richiedere un parere al Consiglio Superiore di Sanità, afferma: “La legge nel 2010 è stata concepita in questi termini, con il sostegno del Consiglio Superiore di Sanità. Se dovessero cambiare evidentemente ci adegueremo, prenderemo atto di un nuovo pronunciamento degli organi della Sanità”.

Sull’iniziativa ha inciso “il movimento pro life della Lega del suo grande sostenitore e amico, il senatore Pillon“? Secondo la Tesei “non ha inciso affatto. Nel fare la mia scelta ho pensato solo ad assicurare alle donne il giusto accompagnamento in una struttura sanitaria, dove si può trovare anche sostegno psicologico. Il resto non mi appartiene. Ricordo che ci sono state anche donne che dopo aver assunto la pillola abortiva a casa hanno avuto la necessità del ricovero ospedaliero. – prosegue – Noi non facciamo che cercare di garantire loro di poter fare le proprie scelte nel massimo della riservatezza e in sicurezza. Mi pare una buona cosa, per questo non capisco il perché delle critiche“, dice.