Brunetta: “Con Conte gravissimo allarme democratico”

Brunetta: "Con Conte gravissimo allarme democratico". Governo debole e incapace di dialogare, dice il deputato azzurro dopo l'informativa del premier

Brunetta: “Con Conte gravissimo allarme democratico”. “Ho due sentimenti quest’oggi. Uno di umana comprensione per lei, presidente Conte, per la gestione della più grave crisi imprevista dal dopoguerra ad oggi; l’altro è di gravissimo allarme democratico. Derubricando il suo passaggio parlamentare a semplice informativa urgente, senza documenti, senza voto, ha di fatto violato le prerogative delle Camere. E tutto questo semplicemente perché lei, presidente Conte, non ha una maggioranza sulla decisione più importante nel nostro rapporto con l’Europa, sul pacchetto europeo”; ed è chiaro in quest’ultimo passaggio il riferimento al Mes.

Brunetta: “Con Conte gravissimo allarme democratico”

Così dice il Fi Renato Brunetta, intervendo in aula dopo l’informativa urgente del presidente del Consiglio in vista del Consiglio europeo di venerdì prossimo. “L’esecutivo è debole, incapace di dialogare con il resto del Parlamento, nonostante i moniti del Presidente Mattarella: condivisione, dialogo, coesione nazionale. – continua Brunetta – E con un esecutivo debole, tutto rivolto al proprio interno, vince la cattiva burocrazia e viene emarginato il Parlamento. E’ questo l’allarme democratico. Lei sta qui alla Camera due ore, poi altre due ore al Senato e sta a Villa Pamphili 10 giorni. Le pare possibile?. E allora – aggiunge il deputato azzurro – si capiscono i Dpcm, i decreti legge, le mozioni di fiducia, le task force innumerevoli, perché tutto questo serve per parlare d’altro e non venire in Parlamento. Abbiamo già votato, come opposizione di centrodestra, 80 miliardi di euro di discostamento, con il nostro contributo, Le abbiamo dato le risorse affinché il suo governo potesse fare politica economica per il Paese. In cambio di cosa? Di nulla, nonostante le migliaia di emendamenti presentati, nonostante i moniti del Presidente della Repubblica, nonostante – conclude – la disponibilità piu’ volte manifestata. Il Paese non ha ottenuto la coesione che si aspettava, lei non è stato in grado di venire in Parlamento e fare sintesi”.