Chicco Testa: la Raggi pensi alla metro, non ai monopattini

Chicco Testa: la Raggi pensi alla metro, non ai monopattini. Il presidente Fise Assoambiente se la prende poi con le ordinanze anti-5g di diversi comuni

Chicco Testa: la Raggi pensi alla metro, non ai monopattini. “Quella di una mobilità più semplice, elettrica, era una tendenza già in atto, penso che il Coronavirus l’abbia accelerata. Ciascuno di noi fa dei micro spostamenti quotidiani e in quel caso utilizzare bicicletta o monopattino è sicuramente una buona soluzione. Però se la sindaca di Roma Raggi vuole cambiare la mobilità cittadina non può certo affidarsi ai monopattini“. A dirlo è il presidente di Fise Assoambiente Chicco Testa, ospite della trasmissione ‘Nautilus’ su Radio Cusano Tv Italia.

Chicco Testa: la Raggi pensi alla metro, non ai monopattini

E aggiunge che “dobbiamo ricordarci che oltre ai tanti piccoli spostamenti che facciamo, c’è lo spostamento fondamentale da casa al luogo di lavoro, con le decine di migliaia di persone che ogni giorno entrano in città provenienti dall’hinterland, dalla periferie e onestamente non li vedo venire dalla periferia al centro in monopattino o bicicletta elettrica”.

Secondo il presidente di Fise Assoambiente “la soluzione è sempre la stessa: reti metropolitane e mezzi pubblici efficienti, sperando che il distanziamento prima o poi finisca. Anche lì si può usare l’elettrico, la forma più massiccia di trasporto elettrico sono i treni, le metro, le funicolari, le tramvie, quindi non siano monopattino e bici elettrica l’alibi per non efficientare la rete di trasporto pubblico. Dal punto di vista ambientale, l’alta velocità ha levato dalle strade decine di migliaia di automobili e bisogna continuare, oltre che produrre evidenti benefici economici”. Telelavoro e smart working, prosegue, “ci hanno dimostrato che non è sempre necessario recarsi sul luogo di lavoro per svolgere le proprie mansioni in maniera efficace. Questo può essere un cambiamento molto importante. Poi anche la formazione a distanza, la digitalizzazione della funzione pubblica. Queste cose possono cambiare veramente la vita delle nostre città”. Purtroppo, spiega Testa, “soffriamo di reti di connessione ancora non sufficientemente efficaci e abbiamo 400 comuni italiani che hanno fatto ordinanze contro il 5g, il quale non ha niente di diverso, anzi è meno potente rispetto al 4g e al 3g. Il 5g non solo non va contro l’ambiente, ma ci consente di fare una cosa fondamentale: la dematerializzazione dell’economia. Alcune funzioni che prima bisognava svolgere fisicamente, oggi si possono svolgere a distanza”.