Cassese: Conte? Si occupa di spettacolo più che di fare qualcosa

Cassese: Conte? Si occupa di spettacolo più che di fare qualcosa. Il giudice emerito della Consulta dice che con la pandemia "lo Stato è andato in vacanza"

Cassese: Conte? Si occupa di spettacolo più che di fare qualcosa. Un bilancio su come ha reagito il sistema pubblico al coronavirus? Intanto “c’è stata una forte concentrazione di Stato e regioni sulla pandemia, trascurando tutto il resto”.

Cassese: Conte? Si occupa di spettacolo più che di fare qualcosa

Chiaro il giudizio del professor Sabino Cassese che in un’intervista a Il Foglio aggiunge anche che lo Stato per il resto “è andato in vacanza”, nel senso che “il Parlamento ha funzionato a un decimo del suo ritmo” e l’esecutivo “ha trascurato tutti gli altri problemi. La giustizia si è fermata. L’amministrazione ha rinviato le decisioni, I dipendenti pubblici sono rimasti a casa, con quel che ha comportato il fatto che il telelavoro non era stato programmato”, col risultato che “la legiferazione parlamentare, già scarsa, è ancora diminuita”. 

E il governo? “Come organo collegiale ha lavorato ben poco mentre tutta l’attenzione si è accentrata nel uso presidente, il quale, invece di curare progetti e loro esecuzione, da un lato si è occupato di problemi troppo minuti, che entravano nella competenza del ministro della Salute, dall’altro si è occupato principalmente nel mantenere aperti canali comunicativi con la televisione e i giornali“. In altri termini, “la presenza ha sostituito l’azione, lo spettacolo i programmi” taglia corto il giudice emerito della Consulta. Morale di questo periodo pandemico? Che “non conviene farsi trovare impreparati”, che è “un buon motivo per ripensare le strutture portanti del nostro esecutivo e dell’appartato giudiziario” perché “l’incerta collocazione della competenza a provvedere, tra Stato e regione, ha condotto a una contraddizione, accentuata dal fatto che una buona parte dei vari decreti legge e Dpcm si concludeva con l’attribuzione di compiti esecutivi, di controllo sanzionatorio ai prefetti”