Secondo Di Battista l’abbattimento delle statue è colpa del “totalitarismo liberista”

Secondo Di Battista l'abbattimento delle statue è colpa del "totalitarismo liberista". In un post su Fb l'ex parlamentare grillino scrive che "vivisezionare le dichiarazioni dei morti piuttosto che indagare gli atti dei politici vivi è una garanzia per i ladri"

Secondo Di Battista l’abbattimento delle statue è colpa del “totalitarismo liberista”. La statua di Winston Churchill e quelle di Cristoforo Colombo, e poi quella di Indro Montanelli. Nel mondo diversi monumenti a uomini famosi del passato vengono sfregiati o abbattuti, o ci si ‘limita’ a chiederne la rimozione come strumento per cancellare razzismo e altre nefandezze, condotta che accende polemiche.

Secondo Di Battista l’abbattimento delle statue è colpa del “totalitarismo liberista”

Alessandro Di Battista, in un post su Facebook, si pone tra coloro che contestano questa crociata iconoclasta, ma lo fa in omaggio all’idea che “il ‘politicamente corretto’ è l’arma principale in mano al regime di oggi, quel totalitarismo liberista che ogni qual volta esce una notizia che ci distrae dalle diseguaglianze sociali stappa bottiglie di champagne dopo aver osservato un minuto di silenzio per chi si ammazza perché ha perso il lavoro”. E dunque prosegue polemico: “Ma sì, buttiamo giù tutto. La statua di Montanelli e poi il Foro italico. Nelle piscine del ventennio bambini e ragazzi nuotano ancora oggi ma che sarà mai, troveranno di meglio. Demoliamo, mattone dopo mattone, come fosse la Bastiglia, il Palazzo di giustizia di Milano. Vedrete che anche qualche tangentaro scenderà in piazza per festeggiare la distruzione di quell’edificio fascista e manettaro progettato da Piacentini“.

Una tesi non nuova, quella di Dibba, secondo la quale dibattere di diritti civili (al netto di come lo si fa, e stavolta c’è chi ritiene che il modo non sia dei migliori) sia una scorciatoia per oscurare quelli sociali, schiacciati dal capitalismo, dalla globalizzazione, dal sistema finanziario. Una tesi cara agli ambienti sovranisti e rossobruni. Alla quale l’ex parlamentare grillino aggiunge il tema della corruzione, un grande classico del M5S delle origini: “Nel frattempo le galere si saranno svuotate di criminali veri. Dei corrotti, d’altro canto, non fregherà niente a nessuno. Una società impegnata a vivisezionare le dichiarazioni dei morti piuttosto che indagare gli atti dei politici vivi è una garanzia per i ladri. I corrotti temono le manifestazioni alle Vele di Calatrava o al Mose di Venezia non certo quelle fatte sotto le statue di Colombo. In Usa il reddito annuo di una famiglia afro-americana è di circa 40.000 dollari, di una famiglia bianca 70.000. Tutta colpa di Amerigo Vespucci, non del liberismo…. In Italia la corruzione continua a dilagare, si è passati dalle bustarelle alle consulenze, sarà colpa di Massimo Boldi”.