Muccino: “Salvini, non siamo amici e non parlare a nome mio”

Muccino: "Salvini, non siamo amici e non parlare a nome mio". L'affondo del regista contro il leader della Lega, consegnato all'AdnKronos

Muccino:
Gabriele Muccino

Muccino: “Salvini, non siamo amici e non parlare a nome mio”. “Salvini parla a nome degli italiani. Non parla certamente a nome mio e di altri milioni di cittadini come me che si mettono le mani nei capelli ogni volta che apre bocca. Chi chiama amici? Non siamo una squadra di calcetto, Salvini. Lui pensa solo ai propri interessi e lo dimostra ad ogni occasione possibile immaginabile e anche inimmaginabile. Non siamo dunque suoi amici”. A commentare il tweet di Matteo Salvini che ha postato una vecchia pubblicità della Barilla, in cui peraltro il leader della Lega sostiene che quella degli anni ’80 fosse “un’Italia più sicura, più fiduciosa, più sorridente”, definendo “amici” gli italiani, è il regista Gabriele Muccino. Che spiega a Veronica Marino dell’Adnkronos i motivi del suo affondo.

Siamo cittadini che pagano le tasse e non le rateizzano in 80 anni. – bombarda il regista, riferendosi ai tempi concordati dal Carroccio con la procura di Genova per la restituzione degli ormai famosi 49 milioni – La strumentalizzazione dei luoghi comuni più banali e logori – ieri la nutella, oggi la Barilla -, la sua confusa disperazione nel trovare ancora consenso, tentandole tutte e non indovinandone nessuna, ha passato il limite. – insiste Muccino – Non sa più cosa tentare per tornare dove si trovava il giorno del Papete. Ha aizzato gli italiani contro i migranti, mandato bacioni a Lucano, Saviano, tutti i pensatori liberi e i cittadini che non la pensavano come lui, ha cercato di soffocare la libera espressione”.

E “un giorno è arrivato un virus che la regione dai suoi uomini governata non si era affatto preparata a fronteggiare. Eppure era un’epidemia chiaramente imminente. Non si può più ascoltare un senatore leader di uno dei maggiori partiti – va avanti Muccino – che dopo quattro mesi di emergenza nazionale, perdita ingente di posti di lavoro, caduta del Pil, liste di attesa infinite di malati che hanno dovuto rimandare operazioni urgenti per la congestione di tutto il sistema sanitario del Nord, va in Tv e palesa tutta la sua superficialità e ignoranza su quanto sia accaduto in Italia negli ultimi mesi in totale spregio degli infermieri e medici che hanno fatto miracoli per salvare più vite possibili nonostante i tagli ingenti alla Sanità. La misura direi che è colma”, conclude l’invettiva Muccino.