Cassese: Conte ha uno “stile leaderistico, senza leader”

Cassese: Conte ha uno "stile leaderistico, senza leader". Il giudice emerito della Consulta lo scrive sul Corriere della Sera

Cassese: Conte ha uno “stile leaderistico, senza leader”. “Il governo ha dinanzi due bivî. Deve stabilire come coniugare interventi urgenti e decisioni importanti. Deve darsi degli obiettivi e misurarne la possibilità di realizzazione. Chi governa sa che le decisioni urgenti, imposte dall’emergenza, prendono la mano a quelle importanti. Ma questa volta l’evento dal quale non siamo ancora usciti ha sconvolto così profondamente società prima ed economia poi, da imporre di ristabilire le priorità”.

Cassese: Conte ha uno “stile leaderistico, senza leader”

Lo scrive Sabino Cassese, giudice emerito della Corte costituzionale, in un editoriale sul Corriere della sera in cui sottolinea che “ora l’azione di governo preoccupa più della burocrazia”, problema visibile nel “Consiglio dei ministri sostituito dalla processione dei ministri a Palazzo Chigi”, nello “stile leaderistico senza leader”, nell”accentramento senza rapidità di azione”, nel “sentire molti per non ascoltare nessuno”, negli “Stati generali divenuti passerella”. E appunto “gli interventi fatti finora sono stati dominati dall’urgenza. Un governo che voglia far sul serio deve ora cercare di guardare lontano, curare mali endemici, prospettare un futuro: grandi infrastrutture (a partire da ospedali, scuole, verde attrezzato), istruzione (non solo, quindi, scuola), uffici pubblici, giustizia, hanno bisogno di manutenzione, rammendi, ricostruzione”. “Il presidente del Consiglio ha spesso dichiarato di voler entrare nella storia. Questo – se ci riesce – è il modo. Bilanciare gli obiettivi con la capacità di realizzarli è il modo per non scrivere libri dei sogni. – prosegue Cassese – E’ inutile illudersi. Anche se l’Europa sembra aver cambiato passo e si appresta a licenziare importanti investimenti per uscire dai danni provocati dalla pandemia, nessuno deve pensare che le diffidenze nei nostri confronti siano svanite”.

Per Cassese “questa mancanza di fiducia nei nostri confronti è fastidiosa ma è sostanzialmente fondata. Insomma questa del Recovery Fund sarà un’occasione, forse irripetibile, per sconfiggere una volta per tutte questi pre-giudizi”. E allora – continua – “ne voglio approfittare per indicare tre progetti scientifici, che potrebbero essere proposti dal nostro governo e realizzati in tempi certi”: il primo, “proporre di istituire un’Agenzia europea per la ricerca biomedica avanzata” con sede a Milano (investimento iniziale di 5 miliardi, budget annuale di 1 miliardo, occupazione di 2.500 ricercatori e scienziati); il secondo, “rivendicare con forza di costruire in Sardegna l’Einstein telescope, una nuova infrastruttura di ricerca europea, un grande rivelatore di terza generazione per onde gravitazionali” (investimento iniziale di 1,5 miliardi, 500 tra tecnici e ricercatori); il terzo, “proporre di costruire in Italia l’European muon collider, una macchina acceleratrice di nuova concezione” (con i muoni, per un costo globale di 1 miliardo e un impegno di personale di 200 tecnici e ricercatori) con sede al Laboratorio nazionale di Frascati dell’Infn. “Nessuno in questi anni (compresi i due ultimi anni), – conclude il giurista – si è preoccupato dei tre punti chiave di una buona gestione: selezione degli amministratori, disegno delle procedure, congegni diretti a motivare il personale”.