Stati generali, Marattin: speriamo non siano una passerella

Stati generali, Marattin: speriamo non siano una passerella. Il vicecapogruppo di Iv alla Camera lo dice al Corriere della sera

Stati generali, Marattin: speriamo non siano una passerella
Luigi Marattin

Stati generali, Marattini: speriamo non siano una passerella. “Il premier ha diritto a individuare le forme di riflessione più opportune. Certo, storicamente le occasioni di questo tipo sono sempre state più utili per le photo-opportunity che non per la sostanza. A maggior ragione se organizzati in una settimana. Speriamo stavolta non sia così”.

Stati generali, Marattin: speriamo non siano una passerella

Così Luigi Marattin, vicecapogruppo di Italia viva alla Camera, commenta in un’intervista sul Corriere della sera gli Stati generali. Argomenta che “occorre capirci su quali siano le 3-4 cose (non 100) da fare nei prossimi mesi al fine di avere un tasso di crescita che ci consenta di riassorbire in fretta l’enorme debito pubblico che avremo nella fase post-Covid”. E “quanto al Recovery plan, sono tra i pochi che invitano alla cautela. Noi di Iv un’idea su quali siano quelle 3-4 cose ce l’abbiamo: riforma fiscale, piano choc per gli investimenti pubblici, riforma del diritto amministrativo per abbattere davvero la burocrazia, riforme istituzionali”.

“Lo sblocco di alcune opere prioritarie è fondamentale, ma non basta – aggiunge Marattin che dice di aspettare da febbraio, da quando consegnò la proposta di legge a Conte e Gualtieri – dobbiamo mettere tutti i sindaci e i governatori in condizioni di far partire subito i cantieri, con una procedura iper-semplificata”. E fa notare che del decreto Semplificazioni non sa nulla. E la richiesta del Mes dovrebbe ci dovrebbe essere, “a meno che qualcuno non spieghi agli italiani per quale motivo rifiutare un prestito a tasso zero senza condizioni che costa almeno 600 milioni all’anno in meno rispetto all’emissione di Btp. E che ci consentirebbe di ammodernare il sistema”.