Alitalia, O’ Leary: “Il governo la protegge come in Corea del Nord”

Alitalia, O' Leary: "Il governo la protegge come in Corea del Nord". L'ad di RyanAir minaccia di rivolgersi alla Commissione Ue

Alitalia, O' Leary:
Michael O' Leary - foto da Fb Frankfurt-Hahn Airport

Alitalia, O’ Leary: “Il governo la protegge come in Corea del Nord”. “Non si possono alzare barricate a difesa della compagnia italiana e pensare a norme ‘comuniste’ che nemmeno nella Corea del Nord avrebbero senso”.

Alitalia, O’ Leary: “Il governo la protegge come in Corea del Nord”

L’incrollabile determinazione del governo italiano nel tenere in vita una compagnia morta produce azioni troppo spericolate per non incontrare ostacoli: il più temibile dei quali si mostrerà quando qualcuno chiamerà in causa la Commissione europea. Quel qualcuno potrebbe essere l’amministratore delegato di Ryanair Michael O’Leary, che intervistato da Repubblica parla appunto di Alitalia. Non solo degli ulteriori 3 miliardi di euro stanziati per il vettore, ma anche delle velleità di castrare la concorrenza, e quindi spremere i viaggiatori oltre che i contribuenti, danneggiando altri settori come il turismo, per farlo galleggiare: “Non me la prendo per la cifra, tanto sono solo nuovi soldi bruciati nella fornace di Alitalia. Il problema è un altro: noi vogliamo che la partita sia arbitrata in maniera equa e non a favore di un solo giocatore come sta facendo il governo”.

E dunque “siamo pronti a dare battaglia e a salvaguardare i nostri interessi dando il via ad un ricorso in sede europea per aiuti di Stato ad Alitalia. Ma prima di passare all’attacco vorrei incontrare il premier Giuseppe Conte“, dice O’Leary. “Qui si sta cercando di costringere gli aeroporti a stipulare accordi con la compagnia di bandiera e ad allontanare gli altri vettori. Non solo: si chiede a tutti di rispettare i contratti di lavoro siglati solo da Alitalia con alcuni sindacati, alzando i costi dei concorrenti”, fa notare il manager. Ovvero “si fa l’opposto di quanto sarebbe logico fare. Ossia abbattere i costi, tagliare le tasse abolendo le addizionali comunali che gravano sui passeggeri. E invece no, si adotta uno schema protezionistico che farà del male – avverte – a tutto l’indotto, dal turismo ai ristoranti fino agli alberghi”. Inoltre “l’Italia e il suo turismo hanno un estremo bisogno di concorrenza e di traffico diretto verso le regioni, anche per sostenere l’occupazione giovanile e le ricadute positive sui territori. Il decreto, invece”, spiega O’ Leary, “costringerà le low cost ad abbandonare alcune zone del Paese”. Sempre che da Bruxelles lascino passare questi giochetti.