Caso Palamara, l’ex pm Ayala: “Il Csm è un verminaio”

Caso Palamara, l'ex pm Ayala: "Il Csm è un verminaio". Davigo? Si è radicalizzato negli anni, dice l'ex toga che lavorò con Falcone e Borsellino

Caso Palamara, l'ex pm Ayala:
Giuseppe Ayala - foto da Fb Associazione diplomatici

Caso Palamara, l’ex pm Ayala: “Il Csm è un verminaio”. “Non conoscevo da vicino i modi di fare di certi personaggi rappresentativi del Csm. Ma sostengo da anni che il Csm è il peggior nemico dei magistrati. Il ministro della Giustizia Vassalli una volta disse: ‘Ogni Csm riesce a essere peggiore del precedente’. E questi tempi non fanno eccezione. E’ emerso un verminaio”.

Caso Palamara, l’ex pm Ayala: “Il Csm è un verminaio”

E’ il giudizio di Giuseppe Ayala, per anni pm antimafia affiancato al pool di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, dato in un’intervista al Riformista a proposito di tutto quel che sta venendo fuori dall’inchiesta Palamara. Aggiunge Ayala: “Diceva Giovanni Falcone nel 1988: ‘Se i valori dell’autonomia e dell’indipendenza della magistratura sono in crisi, questo dipende in maniera non marginale dalla crisi che da tempo investe l’associazione dei giudici, rendendo l’Associazione nazionale dei magistrati un organismo diretto alla tutela di interessi corporativi. Le correnti dell’Anm si sono trasformate in macchine elettorali per il Csm e quella occupazione delle istituzioni da parte dei partiti politici, che è alla base della questione morale, si è puntualmente presentata in seno all’organo di governo della magistratura, con note di pesantezza sconosciute anche in sede politica’. Io non ho l’autorevolezza di Falcone, ma penso la stessa cosa”.

“Non voglio difendere Palamara, me ne guardo bene. – prosegue Ayala – Ma in questa vicenda lui ci è incappato perché aveva il trojan nel telefono, ma penso che altri Palamara ce ne sono. E chissà quanti. Lo strapotere delle correnti è un problema strutturale. Ma tengo anche a dire che la magistratura è fatta da donne e uomini che ogni giorno svolgono il proprio lavoro con serietà e sobrietà”. Non manca una critica al consigliere del Csm Piercamillo Davigo: “E’ un uomo molto intelligente che si è andato radicalizzando negli anni. Questa sua frase per cui ‘Non vanno aspettate le sentenze’ è una frase che non devi dire, se fai il magistrato”.