Roma, Ghini stava scherzando: “Non mi candido a sindaco”

Roma, Ghini stava scherzando: "Non mi candido a sindaco". Volevo solo dare la sveglia alla sinistra, dice l'attore

Roma, Ghini stava scherzando:
Massimo Ghini

Roma, Ghini stava scherzando: “Non mi candido a sindaco”. Due giorni fa, in pieno dibattito sul post Virginia Raggi a Roma, nel quale al momento l’unica certezza è che la sindaca vuole ricandidarsi (ma deve riuscire a liberarsi della regola grillina dei due mandati), mentre destra e sinistra latitano (comprensibile, in fondo, che non ci sia questa gran voglia di governare il Campidoglio…) la notizia l’aveva data lui. “Sono pronto a candidarmi a sindaco di Roma se serve”, aveva buttato lì, parlando con l’AdnKronos, il noto attore dal cuore a sinistra Massimo Ghini. E ‘ce manca solo lui’, commentava intanto nei mercati l’eterno Pasquino diffuso che vive nella città. Ma ora Ghini disvela il colpo di teatro, messo in scena, fa notare, per dare la sveglia alla sua area politica. “Io candidato sindaco di Roma? Ma era una provocazione. Voglio vivere io”, ammette a Repubblica: “Era un modo per smuovere le acque, che qua è tutto fermo con la scusa che ancora manca un anno”. Secondo l’attore all’Urbe “serve uno che entri nelle carni del popolo. Uno come Petroselli, con il suo naso da pugile”. Torna quindi l’immortale santino della sinistra capitolina: Goffredo Bettini, che nel Pd di Zingaretti è tornato a dire la sua, starà prendendo appunti.

Roma, Ghini stava scherzando: “Non mi candido a sindaco”

Reduce con Elena Sofia Ricci dal successo su Rai1 della fiction ‘Vivi e lascia vivere’ (share medio del 27% e 6,5 milioni di telespettatori), Ghini ritiene però che la sinistra debba dare l’idea che il rispetto delle regole conti: “Non datemi del fascista – dice – ma penso che Roma abbia bisogno di uno che faccia anche un po’ lo sceriffo. ‘Lo sceriffo ce salva dai birbaccioni’, diceva Sordi (forse pensando in anticipo a Vincenzo De Luca, ndr). Roma è una Capitale difficilissima, perché la sua maleducazione civica è innata, ma allo stesso tempo è anche straordinariamente facile, se uno mostra di entrarci in sintonia”. E conclude, rivolgendosi al Pd: “Ecco, diamoci una mossa, sennò se la prende Giorgia Meloni“. Che però, pure coi sondaggi in poppa, ora come ora non sembra morire dalla voglia nemmeno lei. Perché forse non basta uno sceriffo, visto che nemmeno loro fanno miracoli.