Brunetta: “Il governo decida con noi investimenti o la Ue non ci darà un euro”

Brunetta: "Il governo decida con noi investimenti o la Ue non ci darà un euro". Non voteremo un terzo scostamento di bilancio senza essere ascoltati, dice il responsabile economico di Fi

Brunetta: “Il governo decida con noi investimenti o la Ue non ci darà un euro”. “Assieme al documento di economia e finanza a fine aprile deve essere normalmente allegato il Piano nazionale delle riforme che, su base triennale, indica all’Italia ma soprattutto all’Europa il quadro politico programmatico“, dice Renato Brunetta, deputato e responsabile economico di Forza Italia, a Studio24 su Rainews24. Che parla del piano anticipato dal ministro dell’Economia Gualtieri, basato sul Recovery Fund.

Brunetta: “Il governo decida con noi investimenti o la Ue non ci darà un euro”

Quest’anno per ovvie ragioni il Pnr non è stato ancora presentato ma deve essere presentato perché è la chiave per poter dialogare con l’Europa. Ci sarebbe la possibilità, come ho già detto in varie occasioni anche a Conte e a Gualtieri, di costruire insieme questo Piano: maggioranza e opposizione potrebbero trovare questo come terreno comune”, sostiene Brunetta, e via ad elencare: “Riforma fiscale, riforma degli appalti, riforma della giustizia, del mercato del lavoro, riforma sanitaria, che è obbligatoria perché se vogliamo i soldi del Mes dobbiamo dire alla Ue come spenderemo i 36 miliardi“.

E sulla tanto invocata quanto inesistente unità in Parlamento Brunetta sottolinea che “noi la convergenza l’abbiamo già dimostrata, soprattutto nella seconda votazione al senato dove serviva la maggioranza assoluta. Senza il centrodestra non ci sarebbe stato il secondo discostamento da 55 miliardi perché non avevano i voti. In cambio di tutto questo Gualtieri e il governo hanno fatto tutto da soli. Un terzo discostamento il centrodestra non lo voterà. Se Gualtieri pensa di venire in Parlamento a presentare il piano nazionale di riforme e approvarlo con i voti striminziti della maggioranza sbaglia di grosso”. Insomma, insiste Brunetta, “serve una convergenza anche perché l’Europa non ci darà un euro se il Paese si mostrerà rissoso e confuso com’è stato finora”.