Recovery Fund, Furlan: “Il governo faccia come Ciampi nel ’93”

Recovery Fund, Furlan: "Il governo faccia come Ciampi nel '93". La leader Cisl muove dall'analisi del governatore Visco per chiedere un patto tra esecutivo imprese e sindacati sugli investimenti

Recovery Fund, Furlan:
Annamaria Furlan della Cisl

Recovery Fund, Furlan: “Il governo faccia come Ciampi nel ’93”. “Ora speriamo che il presidente Conte segua i suggerimenti della Banca d’Italia. Chiami a Palazzo Chigi, come fece con lungimiranza Ciampi nel 1993, imprese e sindacati. Lavoriamo da subito a un grande patto sociale per far ripartire l’economia del Paese”.

Recovery Fund, Furlan: “Il governo faccia come Ciampi nel ’93”

Lo dice al Quotidiano nazionale Annamaria Furlan, leader della Cisl, che punta a concretizzare un nuovo “contratto sociale” come indicato da Via Nazionale. E il paragone storico è impegnativo perché rimanda a un altro momento difficile della nostra storia, ma anche perché quello guidato da Carlo Azeglio Ciampi, che siglò il famoso accordo del luglio ’93 ricordato dalla Furlan, fu un esecutivo di scopo, che oggi non c’è. “E’ assolutamente necessario – afferma la Furlan – un accordo per selezionare gli investimenti e spendere le risorse davvero ingenti che l’Europa ci attribuirà. Anzi, dico di più: un patto sulle riforme economiche necessarie renderebbe il nostro Paese più forte e credibile sul piano europeo”. Furlan spiega cosa l’ha convinta dell’analisi del governatore Visco: “Aver fatto una fotografia molto veritiera e coraggiosa della realtà. Ma soprattutto aver definito bene un percorso per uscire da questa grave situazione. Ci aspetta un autunno terribile sul piano occupazionale. Bisogna accelerare le scelte e discutere subito la manovra per il prossimo anno”.

“Come ha giustamente detto il commissario Paolo Gentiloni – continua- il piano della Ue è un’opportunità importante che non bisogna sprecare se vogliamo davvero modernizzare il Paese e creare nuovi posti di lavoro stabili e di qualità. Per noi le parole d’ordine rimangono: sblocco immediato dei cantieri, nuove infrastrutture soprattutto nel Sud, rafforzare la sanità pubblica, più investimenti in digitalizzazione, innovazione, ambiente, scuola. Occorre individuare e sostenere fiscalmente i settori industriali più innovativi. Fare un grande investimento sulla formazione e sui nuovi profili professionali per essere pronti ai cambiamenti tecnologici, cogliendo con la contrattazione le potenzialità offerte dallo Smart working“.