Recovery Fund, Gentiloni: “Non è una torta da spartirsi, serve serietà”

Recovery Fund, Gentiloni: "Non è una torta da spartirsi, serve serietà". Il piano di spesa andrà fatto in Italia non a Bruxelles, dice il commissario italiano

Recovery Fund, Gentiloni:
Paolo Gentiloni

Recovery Fund, Gentiloni: “Non è una torta da spartirsi, serve serietà”. Da Roma toni scomposti, da Bruxelles analisi e lavoro sottotraccia, in ambedue i casi in italiano. E’ stato così durante la lunga e complicata trattativa europea sulla risposta comunitaria da dare alla crisi provocata dal Sars-Cov-2, è così anche ora che la trattativa è quasi finita, con un buon esito.

Recovery Fund, Gentiloni: “Non è una torta da spartirsi, serve serietà”

“Non penso che sia utile impostare la questione come se si trattasse di dividersi una torta. E sono certo che il governo, che ha agito bene nella fase dell’emergenza, ne è consapevole”. A dirlo in un’intervista al Corriere della Sera è il Commissario Ue all’Economia Paolo Gentiloni, il quale sostiene che serve “sintonizzarsi con le vere sfide del piano, che sarà ‘made in Italy’ e non va deciso a Bruxelles o a Lussemburgo”. Questa “era la logica dei salvataggi di dieci anni fa”, per il commissario italiano alla Ue, ma il Recovery “resta un’occasione irripetibile per rimettere in moto l’economia italiana” per la quale “servono competenze, lungimiranza, responsabilità politica”, e “molta serietà, se vogliamo cogliere questa occasione”. Secondo Gentiloni, poi, il piano deve anche porsi “il problema della protezione del lavoro più fragile, delle politiche attive, della correzione delle strozzature che abbiamo nelle regole burocratiche o nel sistema della giustizia” e nel medio e lungo termine “anche il debito deve stabilizzarsi e riprendere a calare, grazie a un forte avanzo di bilancio prima di pagare gli interessi”. “Questi concetti – conclude – sono nell’ultima raccomandazione che abbiamo mandato all’Italia e sono ben presenti da anni nell’ambizione riformatrice che nel Paese non manca”. Ma su questo, in realtà, è lecito dubitare.