Recovery Fund, Amendola sveglia Di Maio: “Non si può usare per tagliare le tasse”

Recovery Fund, Amendola suona la campanella: "Non si può usare per tagliare le tasse". Il ministro per gli Affari Ue lo spiega al Corriere

Recovery Fund, Amendola suona la campanella: “Non si può usare per tagliare le tasse”. “Non ci sarà un aumento dei contributi nazionali ma avanzeremo, finalmente, nella direzione di creare e utilizzare risorse proprie dell’Unione europea. Avremo forme di tassazione europea legate a obiettivi come l’ambiente e il digitale. In altri termini, si profila una nuova sovranità europea”, dice il ministro delle Politiche Ue Enzo Amendola, al Corriere della Sera, a proposito del piano della Commissione.

Recovery Fund, Amendola suona la campanella: “Non si può usare per tagliare le tasse”

Dopodiché, poiché quella proposta, ben fornita, ha scatenato entusiasmo ma anche annunci scomposti e utopici (anche da parte del ministro degli Esteri Di Maio), Amendola mette in chiaro che le risorse del Recovery non si possono usare per tagliare le tasse: “No, sono destinate a investimenti supplementari rispetto a quanto avremmo fatto senza il piano europeo”. Già, e per due ragioni: la prima è che saranno investimenti vincolati a specifici scopi che sarà la Ue a indicare; la seconda è che si tratta pur sempre di una tantum, mentre un abbassamento di tasse si intende come strutturale. Per dirla in termini più semplici: se trovi 100 euro sul marciapiede non hai risolto il problema di come pagare l’Imu finché vivi.

Ma quel che va fatto in Italia, sottolinea Amendola, è accelerare sulla “riforma della pubblica amministrazione, quella della giustizia e la digitalizzazione: sono delle priorità. E non perché ce lo chieda l’Europa: lo sono perché negli anni abbiamo accumulato distorsioni e interessi corporativi soffocanti”. Ragionamento che, a dirla tutta, si può applicare a qualunque riforma necessaria e mai fatta in Italia, tacciata di essere un’imposizione comunitaria come scusa per continuare a non metterla in campo.

Capitolo Mes sanitario. “In Parlamento ci sono varie posizioni sul Mes, ma io non ho mai cambiato la mia. – ricorda Amendola – In pochi mesi, grazie alla Banca centrale europea, al Recovery Fund, ai fondi Sure per l’occupazione e a alle garanzie della Banca europea degli investimenti, il cruscotto degli strumenti è cambiato notevolmente. Appena chiusi i negoziati, governo e Parlamento potranno valutare quali sono le leve a disposizione. Di certo ora i mercati hanno molta più fiducia nell’Europa”. Ma “non è affatto detto che all’Italia mancheranno risorse pubbliche in autunno. Prima è meglio chiudere davvero il pacchetto sul Recovery Fund, poi valuteremo il da farsi“.