Lombardia, anche Galli dice: “Sì, fa pochi tamponi”

Lombardia, anche Galli dice: "Sì, fa pochi tamponi". L'infettivologo del Sacco commenta la polemica tra fondazione Gimbe e Pirellone

Lombardia, anche Galli dice: “Sì, fa pochi tamponi”. “Mi sembra un dato di fatto che in Lombardia non si siano fatti abbastanza tamponi“, parola di Massimo Galli, primario di Malattie infettive all’ospedale Sacco di Milano che, in un’intervista a La Stampa, dice la sua sulla polemica tra Fondazione Gimbe e Pirellone. Per Galli la “Regione non ha tutti gli elementi che dovrebbe avere. Se non fai abbastanza tamponi è possibile che l’attendibilità o la riproducibilità dei tuoi dati ne risenta”. Il che però, secondo l’esperto, “vale per molte Regioni”, anche se in “Lombardia è più evidente anche perché è sotto i riflettori. In Piemonte, per esempio, per settimane si è fatto poco per limitare l’epidemia. Così pure altrove”.

Lombardia, anche Galli dice: “Sì, fa pochi tamponi”

Ma le risposte sono state diverse: “In Germania o in Corea la politica dei contatti è stata portata avanti da subito, mentre l’Italia si è concentrata sui sintomatici rilevanti trincerandosi dietro l’Oms”. Per il futuro Galli, se anche non rileva segnali negativi a 10 giorni dalla riapertura, teme “che la sorpresa di nuovi focolai sia dietro l’angolo e che il virus abbia una potenziale prateria davanti, ma per ora sta andando bene. I casi positivi di questi giorni riguardano i lombardi rimasti in casa, che finalmente escono e riescono a farsi i tamponi”.

Quanto alla riapertura della Lombardia il 3 giugno, Galli si dichiara favorevole “perché o si rimandavano una serie di altre riaperture oppure adesso che la gente esce liberamente di casa mi pare inutile tenere chiusa una o più regioni. Il virus non conosce frontiere nazionali, figuriamoci quelle regionali”. E anche sull’estate l’infettivologo è moderatamente ottimista: “Si vedono dei dati su un lento mutamento. Non è detto che sia in meglio, ma è probabile. Quando un virus nuovo entra in una specie, ci si adatta per sopravvivere e per farlo deve smettere di danneggiare l’ospite”.