La frustata di Bonomi: i soldi Ue vanno meritati, come si fa con questa classe politica?

La frustata di Bonomi: i soldi Ue vanno meritati, come si fa con questa classe politica? "Basta favole, qui va cambiato tutto", dice il presidente di Confindustria

La frustata di Bonomi: i soldi Ue vanno meritati, come si fa con questa classe politica? “Senta, io mi rendo conto che per un certo periodo è giusto sostenere l’emergenza, anche con i sussidi al reddito, che sono fondamentali. Ma intanto non bisogna credere che le risorse siano infinite, e che l’Italia possa vivere solo di sussidi. Questa favola ce la dobbiamo dimenticare. E poi qui dobbiamo davvero cambiare tutto”. A parlare, con ‘La Stampa’, è il presidente di Confindustria Carlo Bonomi che, con l’usuale stile poco diplomatico, torna a mettere i piedi nel piatto stigmatizzando alcuni luoghi comuni che dominano il dibattito politico italiano, e che caratterizzano anche il modo in cui qui si guarda all’Europa.

La frustata di Bonomi: i soldi Ue vanno meritati, come si fa con questa classe politica?

“Parliamoci chiaro: i posti di lavoro a rischio – sottolinea Bonomi – oscillano tra 700 mila e 1 milione, i licenziamenti sono bloccati per decreto ma non è una legge che può mantenere i posti di lavoro. Serve il mercato, serve la produzione, servono gli investimenti, servono i consumi, e invece qui è tutto fermo, le catene del valore si sono disintegrate. Dovremmo avere una sola ossessione, la crescita, e dovremmo mettere in campo ora le misure necessarie a cambiare le strutture della nostra economia. Invece vedo un ceto politico con zero visione e zero strategie sulla modernizzazione del Paese”.

Quanto poi all’imminente decreto cosiddetto Semplificazioni, “glielo confesso, ogni volta che parlano di semplificazione ho un brivido – dice Bonomi – che mi corre lungo la schiena. Quante volte ne abbiamo sentito parlare? E quante occasioni abbiamo sprecato in passato? Sulle grandi opere di miliardi stanziati ce ne sono già tanti: peccato che non riusciamo a spenderli, e così i cantieri restano lì, fermi. La stessa cosa che sta succedendo con il decreto liquidità: il governo lo ha approvato, ma se poi i prestiti delle banche non arrivano, è tutto inutile. Se va bene un testo arriverà non prima di due mesi. Vedremo cosa c’è scritto, ma intanto le dico subito una cosa: spero che saremo coinvolti, che ne potremo discutere insieme al governo”. Infine, il sogno della cornucopia europea, che ora si chiama Recovery Fund: “Noi dovremo presentare alla Commissione un piano di riforme credibili e rigorose, se no quei miliardi non li vedremo mai. – ricorda – Poi, da gennaio 2021, non ci sarà la signora Von Der Leyen che ci stacca un assegno da 172 miliardi. Ammesso e non concesso che a settembre saremo in grado di presentare il piano delle riforme, i fondi arriveranno un po’ alla volta, in base a quelle che di volta in volta dimostreremo di aver avviato e poi attuato. Ed è proprio per questo che mi preoccupo, conoscendo la politica italiana“.