Recovery Fund, Seminerio: “Buono, purché non buttiamo i soldi come al solito”

Recovery Fund, Seminerio: "Buono, purché non buttiamo i soldi come al solito". Parla il noto blogger economico, membro delle Belve su Radio Capital

Recovery Fund, Seminerio:
Mario Seminerio

Recovery Fund, Seminerio: “Buono, purché non buttiamo i soldi come al solito”. I 750 miliardi del Recovery Fund vanno a sommarsi al bilancio pluriennale della Ue, alzato a 1100 miliardi, e ai 540 miliardi complessivi tra Mes light, Sure e fondi Bei.

Recovery Fund, Seminerio: “Buono, purché non buttiamo i soldi come al solito”

Sarà sufficiente per far rialzare l’Italia? “Se è per questo le misure fiscali si integrano anche con quelle monetarie della Bce, ma riconosco purtroppo che il dibattito economico nelle ultime settimane è stato drogato da aspettative gonfiate su erogazioni massicce, che non avevano alcun fondamento“, risponde a Focusrisparmio Mario Seminerio, gestore di portafogli e noto blogger economico, nonché membro del team de Le Belve su Radio Capital. Seminerio eccepisce che “c’è già gente che minimizza l’impegno Ue sostenendo che le priorità indicate nei programmi europei sarebbero state superate dalla gravità degli eventi, un modo inelegante per dire anche che non accettiamo il vincolo di destinazione. Spero che questi annunci aiutino a contrastare la retorica populista, – continua – ma osservo che questo avvelenamento del dibattito, che fa leva sulle convinzioni di chi ritiene che ci sia una specie di complotto per depauperare l’Italia, va avanti da molti anni ormai, da prima della crisi finanziaria del 2008, e ha trovato terreno fertile in un Paese disinformato e tendente all’individualismo anarcoide come il nostro, dove la fiducia nelle istituzioni europee è molto volatile”. Perché al di là della cifra che avremo a disposizione, l’asino potrebbe cadere nel come la impiegheremo. ll denaro europeo ci farà del bene “solo se dimostreremo di essere capaci di spendere bene le risorse, di indirizzarle nella direzione giusta. Non abbiamo un buon track record su questo fronte, basta pensare alla saga su Alitalia, ricordo di clausole per gli investimenti in governi recenti che non sono state rispettate, e temo che alla fine una parte delle risorse possa finire in soldi per monopattini e biciclette assegnati con il click day. Abbiamo un rendimento della spesa pubblica molto basso perché non sappiamo programmare, e temo che anche in presenza di un vincolo formale esterno – i suggerimenti della Commissione europea sull’uso delle risorse – la nostra reazione sarà di ribattere che non possono venire a comandare in casa nostra, e poi dirotteremo le risorse verso la sagra dello gnocco fritto”, spiega. E nel caso in cui quest’altro colpo alla nostra economia portato dal coronavirus non si riesca a riassorbirlo, l’esito per non affondare sarà “una repressione finanziaria che potrebbe mettere i risparmiatori di fronte all’alternativa di pagare una tassa patrimoniale o di comprare dei ‘Btp patriottici“.