Palamara, Sapelli: “Le toghe hanno scalato lo Stato”

Palamara, Sapelli: "Le toghe hanno scalato lo Stato". Per lo storico dell'economia servono dunque seprazione delle carriere e discrezionalità dell'azione penale

Palamara, Sapelli:
Giulio Sapelli - foto da Fb Banca di Piacenza

Palamara, Sapelli: “Le toghe hanno scalato lo Stato”. “La Costituzione è stata stravolta e questo è un fenomeno che va avanti dai tempi di Mani pulite, se non da prima”: è il pensiero di Giulio Sapelli, storico dell’economia, che in un’intervista al Giornale dice che “questa è la patrimonializzazione dello Stato da parte della magistratura, non ‘politicizzazione’, che è un termine da ignoranti. Il problema è drammatico: la magistratura ha avvelenato la democrazia e le ha inferto un vulnus irreparabile”.

Palamara, Sapelli: “Le toghe hanno scalato lo Stato”

“Si è fatto scempio dello stato di diritto“, commenta Sapelli sul caso Palamara. “C’è stata la patrimonializzazione dello Stato – continua -, se vogliamo usare termini più terra terra potremmo dire che la magistratura ha scalato lo Stato, si e impadronita del potere. Noi siamo, anzi eravamo una repubblica parlamentare. Siamo diventati una repubblica giudiziaria. La magistratura ha invaso il campo della politica. Alcune scelte poi si sono rivelate deleterie ed hanno contribuito allo sfaldamento della nostra democrazia. Pensi cosa ha voluto dire l’abolizione dell’immunità parlamentare. Un passo indietro rovinoso”.

“La magistratura dovrebbe essere un ordine – ricorda -, un corpo dello Stato, e invece è diventata un potere. Ma l’unico potere dovrebbe essere quello del Parlamento. Per uscirne, dovremmo recepire il modello francese”. Ora invece “lo Stato viene squilibrato dall’azione dei magistrati. E’ in pericolo lo Stato che non funziona come dovrebbe. Bisogna riportare le toghe nel loro alveo naturale. La magistratura non può governare se stessa. La strada da seguire è la separazione delle carriere e l’azione penale discrezionale. Dopo aver conquistato il potere, ora i giudici – o meglio i loro rappresentanti nell’Anm e al Csm – scatenano una penosa guerra per bande. Si combattono fra di loro, si accapigliamo, litigano per questa o quella poltrona. Uno spettacolo indecente e che dovrebbe finire al più presto”. E dunque, conclude Sapelli, bisogna tornare “allo stato di diritto, calpestato per troppo tempo. Studiamo quel che volevano realizzare i padri costituenti, recuperiamo lo spirito della Costituzione, leggiamo i grandi costituzionalisti che ci hanno insegnato la civiltà del diritto. Forse, ci risparmieremo ulteriori convulsioni e umiliazioni della democrazia”.