Mes, D’Incà: “E’ molto cambiato, ci daremo un’occhiata”

Mes, D'Incà: "E' molto cambiato, ci daremo un'occhiata". Ma il ministro per i rapporti con il Parlamento si augura in primo luogo che aumenti la dotazione del Recovery Fund

Mes D'Incà:
Federico D'Incà

Mes, D’Incà: “E’ molto cambiato, ci daremo un’occhiata”. Pian piano, forse, le oggettive necessità finanziarie del Paese faranno premio sul posturing politico fine a se stesso. Sul Mes “le condizionalità sono molto cambiate, le guarderemo meglio nelle prossime giornate quando avremo la documentazione necessaria. Sembra che ci sia un tasso molto basso su questi 36-37 miliardi, ma credo che dobbiamo pretendere strumenti nuovi: ben venga il fondo Sure, fondo di garanzia del Bei, che la revisione del Mes”, dice il ministro per i Rapporti con il Parlamento Federico d’Incà (M5S) intervenendo a Circo Massimo. Poi, certo, aggiunge che “il Recovery Fund però è l’arma vincente per trasformare l`Europa in qualcosa di diverso. Abbiamo capito che non devono esserci più crisi economiche affrontare con austerity come quella dal 2008 al 2011”.

Mes, D’Incà: “E’ molto cambiato, ci daremo un’occhiata”

“Oggi è la giornata di presentazione del piano per il Recovery Fund da parte di Ursula von der Leyen. – ricorda D’Incà – Credo sia la grande giornata in cui cambia il futuro dell’Europa e anche dell’Italia, e come governo ci concentriamo sul rilancio economico del nostro paese, che è la scelta più importante in questo momento in vista di un settembre che potrebbe essere doloroso, ma se sfacciamo scelte coraggiose adesso riusciremo a mitigare il danno adesso e poi a rilanciarci nel 2021″. Secondo il ministro “ben vengano delle linee guida sul Recovery Fund, mi auguro che parlino di economia verde, di innovazione e digitale. Vedo che vengono messi sempre più in minoranza questi paesi frugali, che non sono frugali ma Paesi un po’ avari, un po’ tirchi che non hanno compreso che se l’Europa frena poi anche la loro economia avrà grandi difficoltà. Per questo motivo spero che aumenti la cifra di 500 miliardi di euro stabiliti e che aiuti tutti i paesi europei, anche quelli dell’Est Europa che chiedono e che sia il primo passo verso gli Stati Uniti d’Europa”.