Parisi: vi spiego come usare i 55mld del governo per far ripartire il Paese

Parisi: come usare i 55mld del governo per far ripartire il Paese. "Conte sta sprecando enormi risorse in mille rivoli", dice il promotore di #ricostruire

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Stefano Parisi

Parisi: come usare i 55mld del governo per far ripartire il Paese. “La crisi può essere letta come una opportunità per stimolare la crescita e lo sviluppo o, come fa il governo, in un’ottica puramente assistenziale“, rimarca al Messaggero Stefano Parisi, promotore del piano #ricostruire con, tra gli altri, Giovanni Tria, Maurizio Sacconi e Vito Gamberale.

Parisi: come usare i 55mld del governo per far ripartire il Paese

Il suo piano ha una logica più economica che politica: no all’utilizzo di tante piccole quantità di denaro ciascuna per ognuno dei diversi scopi individuati, come ha scelto di fare l’esecutivo, ma al contrario mettere importanti somme su pochi obiettivi prioritari. “Il governo sta sprecando enormi risorse in mille rivoli, tutte quelle su cui possiamo contare nel 2020. Gran parte delle risorse non saranno distribuite, molte norme non saranno attuate a causa degli eccessivi passaggi burocratici previsti”, spiega Parisi. La cui proposta è quella di tagliare “i 3 miliardi per l’ennesimo salvataggio di Alitalia, concentrare tutto su poche misure fiscali efficaci e aumentare le risorse a fondo perduto per le imprese, per dare liquidità alle Pmi e ai professionisti che non hanno la forza di accedere al Fondo di garanzia e che il governo ha pure escluso dalla possibilità di chiedere contributi. Lavorare e produrre sembra essere una colpa per questa maggioranza”. E quanto al versante amministrativo e della giustizia, per Parisi serve “una grande azione di sblocco delle opere pubbliche, abolizione del Codice degli appalti, adozione delle semplici e chiare norme europee, abrogazione di tutte le inutili linee guida di Anac, abolizione del reato d’abuso di ufficio e dello ‘spazzacorrotti’ per mettere in sicurezza, anche con adeguate coperture assicurative, i dirigenti pubblici che devono tornare a decidere“. Vaste programme, direbbero i pessimisti.