Farinetti a Renzi: “Amico mio, perché non sei rimasto nel Pd?”

Farinetti a Renzi: "Amico mio, perché non sei rimasto nel Pd?". E quanto a Bonafede gli dice: folle far saltare il governo. Anche se l'imprenditore vorrebbe Draghi

Farinetti a Renzi:
Oscar Farinetti - foto da Fb Mediolanum Corporate University

Farinetti a Renzi: “Amico mio, perché non sei rimasto nel Pd?”. “La serendipity per il nostro Paese potrebbe avere un nome ed un cognome, che è Mario Draghi. Si potrebbe entrare nell’ordine di idee di indicare un commissario unico all’economia per la ricostruzione del Paese. E abbiamo la fortuna di avere una persona stimatissima a livello mondiale. Ed io credo che nei momenti difficili convenga tirare fuori un fuoriclasse”. Così dice l’imprenditore Oscar Farinetti, fondatore di Eataly e autore del libro ‘Serendipity. 50storie di successi nati per caso’ in un’intervista a Il Tempo.

Farinetti a Renzi: “Amico mio, perché non sei rimasto nel Pd?”

E aggiunge, con un paragone calcistico, che “ad un certo punto, anche quando erano un po’ più anzianotti, Del Piero lo tiravano fuori,Totti lo tiravano fuori. E secondo me adesso ai tempi supplementari dobbiamo tirare fuori la serendipity, che per me potrebbe essere Draghi. Con questo non voglio negare le capacità di chi c’è attualmente”.

A proposito di Renzi e dei suoi rapporti tesi col Pd, Farinetti si augura “che il mio amico Matteo Renzi vada sempre più d’accordo col Pd. Io gli voglio bene talmente che sarei stato più contento se fosse rimasto nel Pd. Perché il Partito democratico deve avere questa caratteristica, molto grande, di un partito dove ci sono varie anime, non c’è niente di male. Ma non è questo il momento di far saltare il governo, io credo che non succederà. Sarebbe una follia”. E alla domanda se oggi Renzi dovrebbe sfiduciare il Guardasigilli Bonafede per poi disarcionare Conte, conclude chiaro: “Direi di no“.