Silvia Romano, il generale Jean: “Governo di pagliacci”

Silvia Romano, il generale Jean: "Governo di pagliacci". L'esperto di geopolitica lo scrive su StartMag

Silvia Romano, il generale Jean:
Carlo Jean

Silvia Romano, il generale Jean: “Governo di pagliacci”. “In Italia tutto viene messo in politica. Il risultato sono pagliacciate. Da parte dei ‘cretini di turno’ con le critiche alla conversione della ragazza e alla somma pagata, negata dal nostro ineffabile ministro degli Esteri, con la stessa ‘faccia di tolla’ con cui smentiva di sapere che l’azienda di cui possiede al 50% avesse lavoratori in nero”.

Silvia Romano, il generale Jean: “Governo di pagliacci”

Lo scrive su StartMag il generale Carlo Jean, professore di studi strategici alla Luiss di Roma, commentando la vicenda della liberazione, e del ritorno a casa di Silvia Romano. E smentito, il pagamento del riscatto, anche “dal governo, con la miserrima – a parer mio ‘miserabile’ – passerella fatta a Ciampino per ricevere Silvia Romano. Tanto di cappello al senso dell’onore e della dignità del ministro della difesa Guerini che ha rifiutato di partecipare a tale indegna sceneggiata ‘borbonica’. Sapeva bene quanto male essa facesse al prestigio internazionale dell’Italia, ma se ne è chiaramente fregato…”.

Ma, a giudizio del generale, “restano molti interrogativi. I liberatori di Silvia e certamente anche la ragazza non sono dei cretini. Erano sicuramente consapevoli dell’intenzione di riceverla in pompa magma. Ne hanno informato il governo. Per amore della ‘passerella’ esso se ne è fregato e ha organizzato un comitato d’accoglienza, per celebrare la sua gloria. Le sue immagini avrebbero fatto il giro del mondo. Nei paesi civilizzati hanno a ragione suscitato disprezzo e sarcasmo. Sono poi state abilmente sfruttate dalla propaganda jihadista”. Quanto alle polemiche sulla conversione della giovane milanese Jean dice: “Penso che, con ogni probabilità, Silvia Romano sia stata liberata non solo con riscatto, ma anche sotto ricatto. Se non si fosse comportata come detto dai suoi carcerieri, essi avrebbero giustiziato qualche ostaggio, suo compagno di prigionia“. In ogni caso, conclude, “se nei confronti della ragazza vanno usati il massimo rispetto e comprensione, essi non possono esserlo nei confronti dei ‘pagliacci‘, che indegnamente ci rappresentano e che hanno scelto di esibirsi nella sceneggiata di Ciampino, noncuranti del danno che facevano a tutti noi“.