Migranti, il Papa: “La pandemia ci fa capire la loro precarietà”

Migranti, il Papa: "La pandemia ci fa capire la loro precarietà". Il messaggio di Bergoglio in occasione della Giornata mondiale dedicata ai rifugiati

Migranti, il Papa:
Papa Francesco

Migranti, il Papa: “La pandemia ci fa capire la loro precarietà”. “Quasi ogni giorno la televisione e i giornali danno notizie di profughi che fuggono dalla fame, dalla guerra, da altri pericoli gravi, alla ricerca di sicurezza e di una vita dignitosa per sé e per le proprie famiglie. In ciascuno di loro è presente Gesù, costretto, come ai tempi di Erode, a fuggire per salvarsi“, scrive Papa Francesco nell’annuale messaggio per la Giornata mondiale del migrante e del rifugiato, dedicato quest’anno alla questione degli sfollati.

Migranti, il Papa: “La pandemia ci fa capire la loro precarietà”

“Nei loro volti siamo chiamati a riconoscere il volto del Cristo affamato, assetato, nudo, malato, forestiero e carcerato che ci interpella. Se lo riconosciamo, saremo noi a ringraziarlo per averlo potuto incontrare, amare e servire. – continua il Papa – Le persone sfollate ci offrono questa opportunità di incontro con il Signore, anche se i nostri occhi fanno fatica a riconoscerlo: coi vestiti rotti, con i piedi sporchi, col volto deformato, il corpo piagato, incapace di parlare la nostra lingua. Si tratta di una sfida pastorale alla quale siamo chiamati a rispondere con i quattro verbi che ho indicato nel Messaggio per questa stessa Giornata nel 2018: accogliere, proteggere, promuovere e integrare“.

E il tema non nuovo degli immigrati si combina oggi con quello dell’epidemia. “Quando si parla di migranti e di sfollati troppo spesso ci si ferma ai numeri. Ma non si tratta di numeri, si tratta di persone! Se le incontriamo arriveremo a conoscerle. E conoscendo le loro storie riusciremo a comprendere. Potremo comprendere, per esempio, che quella precarietà che abbiamo sperimentato con sofferenza a causa della pandemia è un elemento costante della vita degli sfollati. E’ necessario farsi prossimo per servire”, prosegue Bergoglio. E d’altra parte “la pandemia ci ha ricordato quanto sia essenziale la corresponsabilità e che solo con il contributo di tutti – anche di categorie spesso sottovalutate – è possibile affrontare la crisi. Per cui “dobbiamo trovare il coraggio di aprire spazi dove tutti possano sentirsi chiamati e permettere nuove forme di ospitalità, di fraternità, e di solidarietà. E’ necessario collaborare per costruire”, conclude.