Silvia Romano, Carfagna: “Zittite gli estremisti”

Silvia Romano, Carfagna: "Zittite gli estremisti". La deputata di Fi torna sull'episodio che l'ha vista protagonista contro il leghista Pagano

Carfagna: anche noi non capiamo lui, Salvini parla come i grillini
Mara Carfagna

Silvia Romano, Carfagna: “Zittite gli estremisti”. “La politica deve porsi il problema di confinare in un angolo gli estremisti verbali: non ci si può proporre come forza di governo cavalcando le pulsioni dei leoni da tastiera. E’ il momento per la politica di decidere: metà Paese – famiglie, imprese, artigiani – rischia di non arrivare a fine anno, vogliamo tornare agli insulti o dare risposte agli italiani?”. E’ quanto dice Mara Carfagna, vicepresidente della Camera e deputata di Forza Italia, in un’intervista al quotidiano La Stampa dopo che ieri, in aula, era intervenuta dallo scranno della presidenza a censurare le accuse a Silvia Romano del leghista Alessandro Pagano.

Silvia Romano, Carfagna: “Zittite gli estremisti”

“Chi rappresenta le istituzioni dovrebbe dare l’esempio, non deve mai contribuire ad alimentare un clima di odio“, prosegue Carfagna, argomentando che “il populismo avvelenato non serve più al Paese, ma nemmeno a chi lo pratica. Ho apprezzato molte voci da destra come quelle di Storace e Crosetto, ne servirebbero di più. L’Italia va tenuta insieme, non si possono aizzare i peggiori istinti”. Quanto alle polemiche seguite alla liberazione della volontaria, la presidente di ‘Voce libera’ aggiunge: “E’ inaudito che una cittadina italiana, dopo un anno e mezzo di feroce prigionia, debba essere tutelata da atti violenti e provocatori nel suo stesso Paese“. Al governo, Carfagna addebita invece “una eccessiva spettacolarizzazione: Conte e Di Maio hanno trasformato la liberazione in un’occasione di propaganda. Anziché tutelare la vittima hanno tutelato i loro sondaggi”. La deputata di FI, infine, annuncia “una proposta di legge per creare un Albo delle Ong autorizzate a operare in scenari particolarmente a rischio: devono essere valutate secondo criteri che vanno dall’esperienza alla capacità operativa, per distinguere i professionisti dal volontariato generoso. E deve essere la Farnesina ad autorizzare solo chi rispetta determinati requisiti. Basta approssimazioni”.