Scuola, Parisi: “Riapritela, non assumete insegnanti superflui”

Scuola, Parisi: "Riapritela, non assumete insegnanti superflui". Il fondatore di Energie per l'Italia lo scrive sulla sua pagina Fb

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Stefano Parisi

Scuola, Parisi: “Riapritela, non assumete insegnanti superflui”. “Le scuole restano chiuse. Ma il Governo annuncia l’assunzione di 16.000 precari. Dal 2008 il numero degli studenti si riduce e continuerà a ridursi nei prossimi 10 anni. La scuola non può essere il reddito di cittadinanza dei precari. Abbiamo bisogno di una scuola nuova, che apra subito, con un grande programma di formazione e reclutamento di docenti nuovi per la scuola nuova”. Lo scrive sulla sua pagina Fb il leader di Energie per l’Italia Stefano Parisi.

Scuola, Parisi: “Riapritela, non assumete insegnanti superflui”

“Le scuole saranno chiuse per 7 mesi, se va bene. Il Governo non ha ancora idea di come riaprirle. Tanto più se a settembre dovesse esserci una ripresa del virus”, prosegue Parisi che commenta: “Tenere chiuse le scuole per 7 mesi è un danno incalcolabile per i nostri ragazzi. Solo alcuni studenti hanno a disposizione un computer per poter seguire le lezioni a distanza. L’occasione della riapertura dovrebbe essere la grande occasione per cambiare una scuola immutata da 70 anni“. Parisi ritiene infatti che questa sarebbe “l’occasione per rompere il meccanismo delle classi con l’enorme dispersione scolastica che esso genera, superare il valore legale del titolo di studio, costruire una scuola che sia in grado di valorizzare le energie positive che ogni bambino o bambina, ragazzo o ragazza possiede. La necessità di evitare aggregazioni di persone obbliga a scelte innovative. Studenti possono essere riuniti in piccoli gruppi, da 7-8 ragazzi, un insegnante-tutor può seguirli in tutto l’orario scolastico. Al fianco degli insegnanti ordinari ci siano – continua – dei tutor in grado di seguire tutti gli aspetti della vita educativa dello studente. E’ il momento perché nasca una scuola nuova. Questa drammatica crisi può non essere tale se diventa l’occasione per cambiare alla radice il nostro Paese”, conclude.