Bellanova ci ripensa: “Non mi dimetto e niente crisi sui migranti”

Bellanova: "Non mi dimetto e non ci sarà la crisi sui migranti". Perché, dice la ministra dell'Agricoltura, Conte ha ascoltato le sue proposte. Sulle quali però dovrà esprimersi la maggioranza

Mes, Bellanova:
La ministra Bellanova

Bellanova: “Non mi dimetto e non ci sarà la crisi sui migranti”. “Il governo non cadrà sui migranti”, assicura la ministra delle Politiche Agricole Teresa Bellanova in un’intervista al quotidiano online Tpi.it. Parla della sua proposta di regolarizzazione dei lavoratori stranieri clandestini di cui ha discusso ieri con il presidente del Consiglio Conte a Palazzo Chigi nel vertice con Italia Viva, e lascia cadere l’ipotesi di dimissioni. “Il provvedimento – dice – prevede due modalità di regolarizzazione: la prima che datore di lavoro e lavoratore regolarizzino un rapporto di lavoro esistente anche se sommerso. La seconda offre, invece, una finestra temporale a chi non è regolarmente sul nostro territorio e non può uscirne per la pandemia in corso, dandogli la possibilità di trovarsi un lavoro e farsi assumere: terminata questa finestra temporale, se non ci sono stati problemi il permesso potrà essere rinnovato”.

Bellanova: “Non mi dimetto e non ci sarà la crisi sui migranti”

“Parliamo di regolarizzazione nel settore agricolo e della cura delle persone – aggiunge Bellanova – Che io avrei esteso anche all’edilizia, come molte imprese sollecitano. E a tutti quei segmenti in cui si rilevano criticità di lavoro irregolare straniero o italiano”. D’altra parte, per la ministra di Iv, “con una pandemia in corso e le frontiere bloccate, non vedo molte altre soluzioni per trovare manodopera se non quella, su cui sto aspettando una risposta da parte del ministero del Lavoro, di rendere compatibili le varie forme di aiuto in essere tra cui il reddito di cittadinanza con il lavoro agricolo. Ammesso e non concesso che, una volta data questa possibilità, si facciano avanti centinaia di migliaia di lavoratori che è il nostro fabbisogno attuale di manodopera”. Poi la questione dimissioni: “Ho detto che se questo tema non fosse stato affrontato adeguatamente lo avrei ritenuto motivo di mia permanenza personale al governo. – sostiene Non ho minacciato nulla, ma non posso nemmeno fare finta che non sia accaduto nulla. Sul tavolo al momento non c’è una mia lettera di dimissioni, ma un provvedimento su cui gli altri partiti di maggioranza si devono esprimere. Il regalo più grande a Salvini? Lo facciamo se non lo affrontiamo una volta per tutte, consentendogli di utilizzare politicamente un’emergenza che non ha mai fine. La maggior parte di queste persone vive e lavora nel nostro Paese, anche se sono invisibili ai più”. Ne consegue che “chi si oppone alle regolarizzazioni è complice esattamente di questa situazione”, conclude.