Il Cav esce allo scoperto: “Un nuovo governo? Vedremo…”

Il Cav esce allo scoperto: "Un nuovo governo? Vedremo...". Berlusconi lo dice al Messaggero, ribadendo il suo sì al Mes

Il Cav esce allo scoperto: “Un nuovo governo? Vedremo…”. Un passo alla volta, con tutta la lentezza e le circonlucuzioni tipiche delle dichiarazioni ufficiali di un politico di lunghissimo corso. Dopo l’ok al Mes, che potrebbe conferire al governo Conte la maggioranza che gli manca per approvare l’utilizzo di quello strumento, e di fatto la divaricazione con gli alleati di Lega e Fdi, ora Silvio Berlusconi si mostra possibilista sulla creazione di una nuova maggioranza. Pur sottolineando l’ovvio: in questa legislatura operazioni di larghe intese intorno a nomi di prestigio (Mario Draghi?) sono rese difficili dalla composizione del parlamento. Così, premettendo a Marco Conti del Messaggero che “l’Europa ha cominciato a fare la sua parte e sarà una parte decisiva”, Berlusconi torna sul fondo salva Stati con parole molto nette: “Davvero non riesco a capire le opposizioni al Mes. Ci viene offerto, con procedure estremamente favorevoli e soprattutto senza condizioni, perché altrimenti il nostro parere sarebbe stato diverso, un prestito a tasso quasi zero, di 36 o 37 miliardi, per costruire ospedali, ristrutturare quelli esistenti, aumentare gli stipendi al personale sanitario, formare nuovi medici e nuovi infermieri, costruire reparti di isolamento nelle carceri e nelle case di riposo, che in queste settimane hanno tanto sofferto, finanziare la ricerca, rimettere in moto comparti essenziali della nostra economia. Perché mai dovremmo dire di no?”.

Il Cav esce allo scoperto: “Un nuovo governo? Vedremo…”

Gia, perché? Qui il ragionamento del leader di Fi si fa interessante: “Solo per ostilità preconcetta verso l’Europa?”, si chiede. “O addirittura per un disegno che vuole impedire ai nostri partner di aiutarci, al fine di portarci fuori dall’Euro e dall’Unione Europea? Questa potrebbe essere la strategia di alcuni grillini” ma Berlusconi, bontà sua, sostiene di ritenere che “non sia quella dei nostri alleati del centro-destra. Ma anche per questo non capisco tanta ostilità”. O forse sì ma preferisce non dirlo. E se l’esecutivo giallorosso non ce la facesse? Elezioni-elezioni, come ripetono da mesi Salvini-Meloni? O un nuovo governo? “Non mi sembra questo il momento. Ne parleremo semmai al tempo giusto. Certo, in caso di crisi, la strada maestra è e rimane naturalmente quella del voto, ma nell’immediato il Paese non può certo permettersi una campagna elettorale. Bisognerà vedere – continua Berlusconi al Messaggero – se nell’attuale Parlamento esiste una maggioranza intorno ad un governo più adeguato – per programma, per composizione e per base di consenso nel Paese – a gestire una fase di rilancio che sarà lunga e difficile. Se tali condizioni ci saranno, ne ragioneremo con i nostri alleati”. O anche senza di loro, ché tanto i forni sono sempre due.