Mes, Conte butta la palla in tribuna: “Deciderà il Parlamento”

Mes, Conte butta la palla in tribuna: "Deciderà il Parlamento". Il premier lo dice in un'intervista al neodirettore di Repubblica Molinari

Mes, Conte butta la palla in tribuna: “Deciderà il Parlamento”. Il vertice straordinario della Ue per il piano economico europeo di contrasto alla crisi Coronavirus è stato “un notevole successo”, e “l’Italia deve approfittare anche degli strumenti finanziari messi a disposizione dall’Europa per programmare una ripartenza decisa e un rilancio risolutivo”. Senza fissarsi in partenza e pregiudizialmente sull’opportunità o meno di utilizzare anche il Mes, per la cui adozione l’Italia si batte per l’assenza di condizioni e su cui, eventualmente, “l’ultima parola spetterà al Parlamento”. Lo sostiene il presidente del Consiglio Giuseppe Conte in una intervista al neo direttore di Repubblica Maurizio Molinari.

Secondo Conte a proposito del vertice di giovedì scorso “il successo politico è notevole. Siamo riusciti a far convergere tutti gli Stati membri verso una soluzione del tutto innovativa, che sembrava impensabile solo poche settimane fa. Questo nuovo strumento va infatti ad affiancarsi alle misure già intraprese, a vari livelli. Ma anche io ho un approccio pragmatico e sono consapevole che adesso dobbiamo lavorare perché il Recovery Fund sia davvero consistente dal punto di vista della dimensione finanziaria e possa essere attivato subito attraverso un adeguato sistema di garanzie. Sarà importante anche che preveda trasferimenti, in modo da assicurare, nello spazio europeo, un reale ‘level playing field’, una pari chance di ripresa per tutti gli Stati membri, anche per quelli che si ritrovano con debiti pubblici più elevati”.

Mes, Conte butta la palla in tribuna: “Deciderà il Parlamento”

Quanto alla telenovela Mes, si va verso la ‘soluzione’ Tav dell’estate del 2019, quando il M5S, e Conte, erano al governo con Matteo Salvini: i grillini erano contrari alla Torino-Lione, la Lega no, così per salvare capra (l’opera) e cavoli (l’esecutivo, che comunque per altre ragioni Salvini avrebbe di lì a poco abbandonato) ci si affidò a una mozione in Parlamento su cui i pentastellati finirono in minoranza grazie ai voti dell’opposizione: e stavolta, sul Mes, ci sono quelli di Forza Italia. “Quando avremo i documenti in mano – afferma Conte – potremo formulare valutazioni definitive. E come ho già chiarito: l’ultima parola sul punto spetta al Parlamento“. Ripetendo che “durante l’ultimo Consiglio Europeo sono intervenuto a ribadire che la nuova linea di credito non dovrà avere nessuna condizionalità, come è già nei patti, né macro-economica né specifica, né preventiva né successiva. Questo non significa che l’Italia è determinata a chiederlo” e “a scanso di equivoci pretendiamo che le anticipazioni siano rispettate”.

Più in generale, è l’opinione del premier, “l’Italia deve approfittare anche degli strumenti finanziari messi a disposizione dall`Europa per programmare una ripartenza decisa e un rilancio risolutivo. Abbiamo un sistema anchilosato e burocratizzato: approfittiamo dei nuovi finanziamenti per farlo finalmente correre. Come governo stiamo preparando un ventaglio di misure ‘sblocca-Paese’, che andranno a incidere su tutti i gangli più macchinosi dei nostri apparati pubblici e del nostro sistema economico. Lavoriamo tutti in questa direzione, diamo tutti il nostro contributo per questa finalità e vedrete che l’Italia non sarà più il fanalino di coda nelle statistiche sulla crescita economica europea”. Auguri.