Lombardia, Gallera: “10 mila test sierologici al giorno

Gli ospedali lombardi presto torneranno a regime al 60-70%

Lombardia test sierologici
Foto: Lombardia Notizie Twitter

Come annunciato nei giorni scorsi, hanno preso il via oggi in Lombardia i test sierologici, partendo in una prima fase dalle città che sono risultate più colpite dal Coronavirus, per poi allargarsi al resto della regione. Una misura che conferma l’intento del Pirellone di lavorare in un’ottica di screening in vista della Fase 2 ormai prossima.

Oggi abbiamo un potenzialità di 10.000 test sierologici al giorno ed è il numero di quelli che si stanno facendo, in parte ai cittadini e in parte, in via subordinata, al personale sanitario” – sono le parole dell’assessore lombardo al Welfare Giulio Gallera in commissione consiliare Sanità, a proposito dei test per la determinazione degli anticorpi neutralizzanti contro il Coronavirus, sviluppati dal Policlinico San Matteo di Pavia con la multinazionale Diasorin -. La potenzialità può anche aumentare, abbiamo acquistato da questa ditta un numero preciso di kit. Speriamo che a questa manifestazione di interesse aderiscano anche altri”, ha spiegato Gallera riferendosi alla procedura dalla centrale acquisti della Regione Aria, aperta dal 20 aprile a oggi, per valutare altri test con le stesse caratteristiche.

Se tutto andasse a buon fine a poter godere dello screening potrebbero essere un numero maggiore di perosne. “Così come abbiamo fatto per la Diasorin, ci sarà in attesa della gara un affidamento diretto”, ha aggiunto, assicurando che sarà “tutto fatto nel rispetto delle norme che Aria ha verificato prima di compiere questi passi. Poi chi di dovere metterà a disposizione le procedure con la massima trasparenza”.

Lombardia test sierologici – Minore la pressione negli ospedali

Pur restando forte ancora l’emergenza, la pressione negli ospedali è diminuita e questo potrà consentire progressivamente anche di tornare a eseguire operazioni finora momentaneamente accantonate.

“Si sta concordando con le Ats un piano per una graduale riapertura delle attività sospese dagli ospedali durante il picco epidemico”del Covid – ha detto ancora Gallera -. Fino a diversa indicazione l‘incremento delle attività potrà essere programmato fino a un massimo del 60-70% delle attività ordinaria pre-Covid. Questo al fine di mantenere una riserva di risorse immediatamente disponibile nel caso di improvvisa recrudescenza dell’epidemia. Anche nella fase più limitata dell’epidemia il numero dei posti letto per i pazienti Covid ritenuti indispensabili non può essere inferiore ai duemila”.

L’assessore ha sottolineato che “resta confermato il ruolo degli hub a supporto delle attività per le strutture maggiormente coinvolte nella gestione dei pazienti Covi” ma progressivamente si riattivano le attività soprattutto per le patologie tempodipendenti nei vari presidi, in funzione della disponibilità degli spazi e della loro sanificazione. In questa fase la situazione va tenuta sotto controllo – ha detto – la logica è di essere ancora tutti pronti e allertati a gestire qualunque situazione. Il primo tema è la protezione degli operatori. Nei nostri ospedali andranno create situazioni con delle barriere, e poi c’è il tema dell’individuazione di aree o di ospedali Covid. Tutto questo ragionamento è oggetto di un confronto puntuale anche con il Ministero, con gradualità e prudenza”.