Giovannini vuole usare la crisi per rendere l’economia ‘green’

Giovannini vuole usare la crisi per rendere l'economia 'green'. Il membro della task force di Colao lo dice in un'intervista alla Stampa

Piano Colao, Giovannini risponde a Delrio:
Enrico Giovannini - foto da Fb Abi eventi

Con la crisi in atto “c’è una necessità, ci sono fondi straordinari, serve una rivoluzione sostenibile. Non possiamo riprendere a spendere con gli stessi criteri che hanno portato l’Italia nella debolezza in cui si trovava tre mesi fa; siamo onesti, non era il massimo. L’automatismo spinge a tornare dov’eravamo invece che avanzare. E’ un errore visti i tanti problemi, dalle disuguaglianze all’inquinamento, mentre scegliere la sostenibilità renderebbe di più, anche in termini economici, sino al 15% nelle grandi imprese”. Lo dice alla ‘Stampa’ Enrico Giovannini, economista membro della task force guidata da Vittorio Colao. E l’eterna idea della spending review, necessaria ma a quanto pare politicamente impossibile.

Giovannini vuole usare la crisi per rendere l’economia ‘green’

“Il rischio è provare a riportare le persone a lavorare, e il Pil a crescere, senza qualità del lavoro e dello sviluppo, ad ogni costo”. Per scongiurarlo, bisogna cambiare il modo di pensare dei governi, afferma Giovannini: “Li si convince che non è più il tempo della classica articolazione in politiche economiche, sociali e ambientali, da sostituire con uno schema a cinque finalità: strategie che proteggono, promuovono, preparano, prevengono e trasformano. Mi spiego: è necessario proteggere le persone che sono in difficoltà, le stesse che si sono dimostrate le più vulnerabili al Covid-19. Se non affrontiamo l’insostenibilità sociale e ambientale, creiamo le premesse per esporci a nuovi choc. La pandemia è come il cambiamento climatico in ‘timelapse'”. Perché “se non investiamo per trasformare economia e società, – prosegue -, il rischio è di rimbalzare all’indietro”.

Servirebbe quindi, secondo Giovannini, “attuare la proposta dell’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile e del Forum Disuguaglianze e Diversità, introdurre un reddito di emergenza per chi non è coperto da altri ammortizzatori, irregolari compresi. Questi ultimi sono tre milioni, e un milione lavora nelle filiere che ci consentono di andare avanti. Le loro condizioni di lavoro e abitative sono inaccettabili, le baraccopoli sono potenziali focolai di infezione. In questo modo proteggiamo, preveniamo e trasformiamo”, aggiunge.