Milano, Sala: “Comportamenti ancora da Fase 1”

Sala fase 1
Beppe Sala, sindaco di Milano (Foto: Facebook)

Siamo ancora nella Fase 1 ed è importante comportarsi in modo scrupoloso. Il momento tanto sospirato della Fase 2, quello della ripresa dopo settimane di restrizioni, si avvicina. Sarà certamente lento però il ritorno alla normalità, e non potrebbe essere altrimenti, in virtù di un’epidemia che ha coinvolto finora migliaia di persone nel nostro Paese. In attesa di quel momento, che dovrebbe scattare dal prossimo 4 maggio, diventa però necessario essere cauti e continuare a ridurre il più possibile gli spostamenti. Un tema che sta a cuore anche al sindaco di Milano, Giuseppe Sala: “Si sta cominciando a parlare di Fase 2, benissimo. Aspettiamo di vedere cosa deciderà il governo, però vi ricordo che siamo ancora nella Fase uno e quindi i comportamenti devono essere ancora da fase uno” – ha detto nel video pubblicato sul suo profilo social che utilizza per mantenere i contatti con i cittadini

Sala Fase 1 – Il sindaco non dimentica i braccianti

Proprio oggi ricorre la Giornata della Terra e in coincidenza di questo evento il primo cittadino milanese ha voluto ricordare anche una categoria meno fortunata. Il sindaco ha infatti voluto parlare del sindacalista e attivista, che lotta per i diritti dei braccianti, Aboubakar Soumahoro. “Un mio amico, che si chiama Aboubakar Soumahoro, è un sindacalista italo ivoriano e si occupa dei diritti purtroppo negati ai tanti braccianti che lavorano nei campi. Mi parla di circa 600mila braccianti, in buona parte sono immigrati non in regola, ma ci sono tanti italiani che lavorano però in nero, spesso preda della criminalità organizzata”, ha raccontato Sala.

Queste persone potrebbero non essere così lontane da noi: “E dimentichiamoci che stanno solo in Puglia e in Sicilia, stanno anche in Lombardia, in Piemonte, ovunque. Quando noi andiamo al supermercato e compriamo dei pomodori – ha aggiunto – sono raccolti da queste persone che in condizioni di vita eramente incredibili e privati dei loro diritti raccolgono i pomodori per noi. Per cui – ha conlcuso Sala – personalmente mi espongo su questa battaglia di Soumahoro perché la trovo una cosa giusta e perché in questa crisi che stiamo vivendo noi dobbiamo cercare di riflettere a come possiamo cambiare le cose. È difficile dire che è una opportunità, a me non viene, ma questa situazione deve spingerci al cambiamento”.

Un appello ai politici

ISala non ha dimenticato di dare un suggerimento importante ai colleghi che in questo periodo sono al centro di un dibattito importante sulla gestione dell’epidemia: ”Chi fa politica in particolare, ma tutti, dobbiamo confrontarci con il senso della realtà e chi fa politica in particolare deve vivere il senso della realtà piuttosto che pensare di cavarsela con quattro belle parole in un talk show“.