Covid-19, Tajani: “Temo una nuova ondata dall’Africa”

Covid-19, Tajani: "Temo una nuova ondata dall'Africa" che, dice il vicepresidente di Fi, potrebbe investire il Mezzogiorno

Migranti, Tajani a Bellanova:
Antonio Tajani

Covid-19, Tajani: “Temo una nuova ondata dal’Africa”. “A preoccuparmi è lo scenario che si prevede tra qualche mese: tra gennaio e febbraio prossimi. Abbiamo commissionato uno studio a Tecné e c’è il rischio che ad inizio del prossimo anno ci sia un’ondata di ritorno del Coronavirus proveniente dai paesi dell’Africa e dell’Asia“, dice in un’intervista rilasciata a Il Mattino il vicepresidente di Forza Italia Antonio Tajani. “Temo una nuova ondata. Di portata inferiore, spero, ma un’altra ondata. Da quei Paesi ci sono flussi verso l’Europa e in particolare quelli che si affacciano sul Mediterraneo. – continua – Per questo dobbiamo mettere in atto tutte le contromisure sin da ora ed evitare che ad essere colpito sia il Mezzogiorno che, in questa fase ha avuto un numero di contagi contenuto”.

Covid-19, Tajani: “Temo una nuova ondata dall’Africa”

Oltre all’emergenza sanitaria c’è quella economica e Tajani osserva: “Prima salvare le vite umane, poi riprendere l’attività produttiva. Ma è indubbio che alcuni settori possono e devono riprendere subito. Penso all’agricoltura, all’edilizia dove i contatti tra i lavoratori non sono così ravvicinati. Sono due comparti nevralgici. Nel primo addirittura non abbiamo nessuno che raccolga frutta e verdura e i prodotti vanno al macero. In agricoltura, in questa fase di emergenza, si potrebbero rimettere in piedi i voucher. Ma penso anche a chi percepisce il reddito di cittadinanza: se sa guidare un trattore o lavorare per una vendemmia perché non dovrebbe farlo? E anche i sindacati devono dare una mano: su uno strumento come i voucher devono essere d’accordo in questa fase. Una misura temporanea in alcuni settori molto danneggiati: come l’agricoltura o il turismo che avrà una batosta enorme quest’anno” prosegue Tajani.

Si poteva fare di più rispetto a quanto fatto dal governo per l’economia? “Servono più risorse e meglio strutturate. – replica – Le banche in questi giorni sono intasate di lavoro e costrette a dimenarsi da troppa burocrazia. E quando arriveranno i soldi, che andrebbero ripagati almeno su 10-15 anni altro che sei, serviranno solo per pagare le tasse. Servono sforzi per evitare che alla ripresa molte aziende chiudano e bisogna che non sia danneggiata nessuna area del Paese”. E guardando alla Ue Tajani commenta: “E’ chiaro che il Mes vecchio stile, con le vecchie condizionalità è inaccettabile. La nuova proposta prevede che si possano utilizzare con periodi lunghi per la restituzione e tassi d’interesse pari quasi a zero. In questo caso non vedo perché l’Italia non dovrebbe utilizzare questi 37 miliardi. Speriamo che il governo alla fine sappia far prevalere l’interesse nazionale rispetto a quello dei partiti”. I governatori, intanto, si muovono alla rinfusa: tra chi corre a riaprire e chi frena. “Serve un piano strategico nazionale con un’analisi dal punto vista medico ed economico per decidere. Ma basta confusioni perché si genera altro caos e non ce lo possiamo più permettere”.