Conte in Senato: “Distanze e mascherine fino al vaccino”

Da mascherine, ai test e app, ai Covid hospital: i più punti individuati dal governo per fronteggiare l'emergenza nella Fase 2

Conte
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Ormai sembrano esserci pochi dubbi: l‘Italia è al lavoro per la “Fase 2“, che dovrebbe partire dal prossimo 4 maggio. A dare un aggiornamento sulla situazione è stato il premier Giuseppe Conte “Nelle ultime settime ci sono stati altri due decreti volti a prorogare il regime restrittivo in vigore, una decisione assunta alla luce dei ati epidemiologici della ultime settimane, in particolare sull’andamento dei contagi, che ci hanno mostrata l’efficacia delle misure adottate ma insieme l’esigenza di perseguire con immutato rigore lungo il percorso intrapreso” – ha detto nel suo intervento in aula al Senato.

Le 5 linee guida di Conte per la ripresa

Tutto dovrà avvenire però con il massimo della cautela, proprio per non vanificare gli sforzi fatti in queste settimane.

“Sotto il profilo della risposta sanitaria all’emergenza, il governo ha elaborato, in queste ultime settimane, una strategia che possiamo sintetizzare in cinque punti – ha detto ancora Conte -. “Uno: mantenere e far rispettare, a tutti i livelli, le misure per il distanziamento sociale e promuovere l’utilizzo diffuso dei dispositivi di protezione individuale, fino a quando non saranno disponibili una specifica terapia e un vaccino”, elenca.

“Due: rafforzare le reti sanitarie del territorio come arma principale per combattere il virus. A questo riguardo, il governo si sta adoperando perché siano rafforzati tutti i servizi di prevenzione e sta sollecitando una rinnovata integrazione tra le politiche sanitarie e quelle sociali, con particolare attenzione a case di cura e residenze sanitarie assistenziali, ove si è verificata, purtroppo, un’esplosione incontrollata dei contagi, specialmente in alcune aree del Paese”.

“Tre: intensificare, in tutto il territorio, la presenza di “Covid hospital” come strumento fondamentale della gestione ospedaliera dei pazienti. La presenza di strutture dedicate esclusivamente al Covid-19 riduce notevolmente il rischio di contagio per gli operatori sanitari e per i pazienti ricoverati per altre malattie”, prosegue il premier.

“Quattro: uso corretto dei test, sia di quelli molecolari (banalmente il tampone), che oggi sono l’unico strumento certo di identificazione del virus, sia di quelli sierologici (per intenderci, le analisi del sangue), utile strumento di indagine e conoscenza epidemiologica, anche al fine di predisporre un piano nazionale che potrà fotografare efficacemente lo stato epidemiologico del nostro Paese. Al riguardo, il 17 aprile è stata indetta dal Commissario Arcuri, su richiesta del Ministero della salute, una gara in procedura semplificata e di massima urgenza per la fornitura di kit reagenti e consumabili per l’effettuazione di 150.000 test finalizzati ad un’indagine campione sulla diffusione dell’infezione nella popolazione italiana, con possibile successiva estensione per l’effettuazione di ulteriori 150.000 test. La gara pubblica si concluderà in tempi strettissimi (entro il 29 aprile ci sarà la sottoscrizione del contratto), all’esito comunque di una procedura trasparente e rigorosa”.

“Cinque – conclude – rafforzamento della strategia di mappatura dei contatti sospetti (contact tracing) e di teleassistenza con l’utilizzo delle nuove tecnologie. L’immediatezza nella individuazione dei contatti stretti dei casi positivi e il loro conseguente isolamento sono cruciali per evitare che singoli contagiati possano determinare nuovi focolai. Per questo, un’adeguata applicazione informativa direttamente disponibile su smartphone è uno strumento essenziale per accelerare questo processo. Questa applicazione sarà comunque offerta su base volontaria e non obbligatoria e faremo in modo che chi non vorrà scaricarla non subirà limitazione nei movimenti o altri pregiudizi”.