Fase 2, Toti: “La Liguria elaborerà misure da proporre al governo”

"Agli imprenditori servono aiuti, certo, ma soprattutto regole e tempi per poter sperimentare il ritorno all'attività" - sono le parole del Governatore

Fase 2 Liguria Toti
Foto: Twitter

A più di un mese dall’inizio del lockdown e a due settimane dalla fine delle attuali misure restrittive, l‘Italia ha voglia di ripartire. L’emergenza Coronavirus è ancora in atto, ma negli ultimi giorni qualche lieve segnale di risveglio si è messo in evidenza al punto tale da poter ipotizzare di ricominciare provando a convivere con il virus. Di questa idea è anche il presidente della Liguria, Giovanni Toti, che è al lavoro per programmare la Fase 2 e non farsi trovare impreparato.

Non credo affatto che esistano misure efficaci di sostegno che possano sostituire il ritorno al lavoro in tempi ragionevoli. Di certo non possono campare con 600 euro di sussidio (una tantum) o con un prestito da restituire di 25mila euro. Servono regole certe e tempi certi per tornare al lavoro. Nei prossimi giorni, con i nostri esperti e con le categorie, elaboreremo fasi e modi da proporre al governo, in un quadro di norme che consentano di applicare in modo utile le regole alla realta’ ligure” – ha scritto sul suo profilo Facebook

La situazione attuale impone di non perdere ulteriore tempo per non ritrovarsi a gestire un tracollo ecomomico ancora più grave. “300 miliardi perduti, 50mila aziende che rischiano la chiusura, 300mila posti di lavoro a rischio, 30mila ristoranti ed esercizi pubblici che potrebbero non riaprire quando inizierà la Fase 2 e lo 0,5% di Pil in meno per ogni settimana di chiusura delle attività. Sono dati drammatici denunciati da Confcommercio per ristoranti, bar e altri esercizi del settore. E sono dati nazionali che – sottolinea il governatore – in Liguria, una delle capitali italiane del turismo, pesano ancora di piu'”

Fase 2 Liguria – Toti pensa ad apertura più ampia

E tra due settimane, se i dati attuali saranno confermati, potrebbero essere diverse le riaperture: “Il 4 maggio, se i dati del contagio lo consentiranno, non possono riaprire solo le grandi aziende, ma anche il resto del tessuto economico e sociale. Gradualmente e con regole ben precise”- ha scritto ancora Toti su Facebook.

Niente sarà però lasciato al caso: “Servono risorse per aiutare le aziende a dotarsi degli strumenti necessari per contrastare il diffondersi del virus e lo faremo: stiamo lavorando a un fondo (soldi a fondo perduto) per gli investimenti. Servono date certe: secondo le stime dell’Osservatorio nazionale sulla salute, la fine dei nuovi contagi in Liguria potrebbe attestarsi intorno al 14 maggio e la nostra regione sarà la seconda a raggiungere questa tanto attesa meta”.

Il presidente ne ha approfittato per dare già da ora qualche indicazione su quello che ci attende: “Lavoreremo sulle distanze dei tavoli, le modalità di servizio, sulla possibilità di concedere ai locali più spazio all’aperto gratuitamente, sull’allungamento degli orari di apertura per evitare assembramenti, sui metri quadri necessari per ogni cliente, sulla formazione professionale per il personale e sull’informazione dei cittadini. Lo stesso vale per alberghi e stabilimenti balneari, marine resort, agriturismi, bed and breakfast. Agli imprenditori servono aiuti, certo, ma soprattutto regole e tempi per poter sperimentare il ritorno all’attività. Mettiamoci in cammino. La Liguria ci sarà” – ha concluso Toti.