E Calenda ‘chiama’ Berlusconi nel governo di unità nazionale

E Calenda 'chiama' Berlusconi nel governo di unità nazionale. E quanto alla Lega, il leader di Azione bussa a Zaia e Giorgetti

E Calenda ‘chiama’ Berlusconi nel governo di unità nazionale. “Quest’anno noi avremo una contrazione del Pil che non si vedeva dal 1945 alla fine della guerra. E’ evidente che questa situazione non si può affrontare con un governo come quello in carica che è un governo di parte. Ci vorrebbe un governo politico, di unità nazionale, e il fatto che non si riesca a metterlo in piedi, porterà delle tensioni aggiuntive. Nei prossimi mesi andranno fatte delle scelte pesantissime”. Così dice l’europarlamentare e leader di Azione Carlo Calenda, ospite di Mattino 24 su Radio 24.

“Se tu non hai tutti i principali partiti all’interno di una grande coalizione – aggiunge Calenda – avrai una parte politica che tenterà di avvantaggiarsi della situazione del Paese, dipingendo il governo come incapace e non all’altezza della situazione. Subito dopo la guerra comunisti e democristiani sono riusciti” a collaborare per ricostruire il Paese dalle macerie di un conflitto rovinoso, quindi “è incredibile che non si riesca a fare oggi”.

E Calenda ‘chiama’ Berlusconi nel governo di unità nazionale

“Berlusconi è disponibile a fare un discorso di questo tipo. Ma qui la questione è capire cosa vuole fare la Lega. La linea di Salvini mi pare molto debole, è sempre molto generico nelle richieste e si limita a fare casino, come nel caso del Mes, sul quale ha dimostrato una mancanza di capacità di approfondimento. Ma la Lega ha anche persone come Giorgetti o Zaia che sono molto più pragmatiche. Bisogna capire cosa vuole fare la Lega – ribadisce l’ex ministro dello Sviluppo – se vuole dare un contributo per ricostruire o se, al contrario, vuole fare la forza irresponsabile che gioca sullo sfascio dell’Italia e in questo caso il rischio per il Paese è enorme”.