Consiglio Ue, l’idea di Madrid: un fondo europeo da 1.500mld

Consiglio Ue, l'idea di Madrid: un fondo europeo da 1.500mld. L'anticipazione viene dal quotidiano El Pais

Consiglio Ue, l'idea di Madrid: un fondo europeo da 1.500mld
Pedro Sanchez

Consiglio Ue, l’idea di Madrid: un fondo europeo da 1.500mld. Un ampio fondo della Ue, fino a 1.500 miliardi di euro, finanziato con debito perpetuo, che verrebbe distribuito sotto forma di trasferimenti – e non di debito – tra i Paesi più colpiti dalla crisi: è la proposta che verrà presentata dal governo spagnolo al Consiglio europeo di giovedì, secondo l’anticipazione del quotidiano El Pais. In pratica, per Madrid il fondo Ue dovrebbe essere finanziato attraverso 1.500 miliardi di euro di debiti irredimibili, cioè a fondo perduto, che dovrebbero essere coperti da una parte del bilancio europeo. La Spagna si presenterà quindi al prossimo vertice con una posizione in linea con quella difesa da altri Paesi del Sud come l’Italia e la Francia, anch’essi molto colpiti dalla crisi, ma che dà soluzioni diverse e soprattutto è pensata come una via di mezzo che può essere negoziata con la Germania, che non accetterà mai nessun tipo di coronabond.

Consiglio Ue, l’idea di Madrid: un fondo europeo da 1.500mld

L’idea spagnola aggirerebbe il problema con un grande fondo che potrebbe essere collegato al bilancio dell’Ue, proposta simile a quella della Francia e che la Germania potrebbe accettare perché non comporterebbe modifiche giuridiche che avrebbero bisogno di complesse votazioni nel parlamento tedesco e potrebbero essere oggetto di ricorsi alla Corte costituzionale tedesca. Il piano è contenuto in un documento di tre pagine e prevede l’attuazione in tempi rapidi: fondo da costituire dal 1 giugno. Un tale Fondo di recupero eviterebbe il massiccio indebitamento dei paesi del Sud e aiuterebbe le loro economie a riprendersi.

Non presterebbe denaro ai Paesi, come nei salvataggi della Grande Recessione, ma effettuerebbe trasferimenti diretti limitati alla durata della crisi. L’ammontare di questi trasferimenti – non rimborsabili – non è legato al reddito dei paesi, ma al modo in cui il coronavirus li colpisce (in relazione a criteri quali la percentuale di popolazione colpita, il calo del Pil o l’aumento della disoccupazione). Il Fondo per la ricostruzione “deve essere finanziato attraverso il debito perpetuo, sostenuto dai meccanismi legali esistenti”, afferma il testo citato dal quotidiano. Il debito perpetuo implica che si pagherebbero solo gli interessi, e si assumerebbe in solidarietà. Questo debito avrebbe il rating AAA che tutte le istituzioni europee hanno sui mercati, con un interesse quindi molto basso. Inoltre, “la Bce dovrebbe continuare a svolgere un ruolo chiave nel garantire la stabilità finanziaria”. Il nuovo fondo, secondo la proposta spagnola, emetterebbe un debito perpetuo e gli interessi sulle emissioni potrebbero essere pagati, almeno in parte, da eventuali tasse a livello europeo, come una tassa sulle emissioni di CO2 o una tariffa sulle importazioni che penalizzerebbe le emissioni eccessive. Inoltre, El Pais precisa che il Fondo di recupero, secondo Madrid, dovrebbe essere finanziato attraverso una parte parte del bilancio Ue. A questo proposito va ricordato che a Bruxelles si stava discutendo di innalzare la dotazione del bilancio Ue dall’1% all’1,2% del Pil dell’Unione. Tuttavia il Pil dell’Ue 7 anni fa valeva circa 12.000 miliardi di euro e comprendeva anche i versamenti della Gran Bretagna. Nel 2019, essendo l’Ue formata da 27 e non 28 Paesi, il suo Pil è stato stimato in 13.918 miliardi di euro. Madrid propone quindi di portare la dotazione complessiva del bilancio Ue a carico dei vari Paesi dall’1,2% al 2%. Questo implicherebbe aumentare il bilancio Ue dello 0,8%, portandolo al 2% del Pil. Si tratterebbe di una cifra pari a circa 110 miliardi di euro in più, che potrebbero andare a garanzia del fondo. E questo consentirebbe di avere a disposizione un fondo di circa 1.550 miliardi di euro.