Berlusconi: “Il Dl liquidità? Servirà solo a pagare le tasse”

Berlusconi: "Il Dl liquidità? Servirà solo a pagare le tasse". Il leader di Forza Italia lo scrive in una lettera al Sole24Ore

Berlusconi: “Il Dl liquidità servirà solo a pagare le tasse”. “Sono molto preoccupato. Questa storia sembra non finire mai. Ogni giorno un problema nuovo e inedito, o una ulteriore complicazione o una sorpresa amara”, scrive Silvio Berlusconi in una lettera al Sole 24 Ore.

Il leader di Forza Italia parla del “decreto liquidità anzi potrei dire del paradosso decreto liquidità. Se non cambia, arriverà a garantire alle aziende solo la liquidità per pagare le tasse. Una colossale partita di giro che lascerà imprese, artigiani, commercianti nella stessa condizione di prima, e per di più con un debito da pagare. Stando così le cose, non stupisce che diversi piccoli imprenditori abbiano già annunciato di non aver l’intenzione di farvi ricorso”.

Berlusconi: “Il Dl liquidità servirà solo a pagare le tasse”

Berlusconi individua “tre criticità, che è doveroso evidenziare: 1) la durata e la complessità delle procedure: sono sostanzialmente quelle ordinarie, di qualunque finanziamento, con delle aggravanti. La banca alla quale l’imprenditore si rivolge deve compiere un’istruttoria sulla solvibilità del cliente, perché la garanzia non è al 100% e quindi una quota di rischio rimane a carico dell’istituto di credito, che inoltre deve adempiere a quanto previsto dalle norme antimafia e antiriciclaggio. Una volta conclusa l’istruttoria bancaria, vi è un ulteriore tempo di attesa perché la Sace – la società pubblica alla quale è demandata la gestione di questo strumento – deve effettuare a sua volta una propria istruttoria prima di approvare e accordare la garanzia”.

“Tutto questo – spiega l’ex premier – richiede tempi molto lunghi, settimane se non mesi, per l’erogazione”, tempi “insostenibili per moltissimi operatori economici perchè caricano sulle loro spalle un onere di restituzione difficile da sostenere in una stagione che sarà comunque di crisi e di faticosa ripartenza”. Inoltre “il rinvio troppo corto delle scadenze fiscali: noi avevamo chiesto che si arrivasse fino alla fine dell’anno. Così com’è stato stabilito, per soli due mesi, significa che le aziende riceveranno i prestiti giusto in tempo per pagare le tasse. Questo suona come una beffa a molti operatori economici in difficoltà”. “In definitiva, il governo ha varato regole macchinose che non funzionano, che richiedono tempi lunghi e che scaricano oneri difficilmente sostenibili sul sistema bancario, già in difficoltà per la parziale chiusura delle filiali e la riduzione del personale”. Berlusconi illustra quindi le proposte “che a noi appaiono come delle concrete soluzioni da approvare in sede di conversione del decreto, per rimediare alle diverse criticità. Primo: aumentare la garanzia dello Stato al 100%, così da garantire le banche sull’intero credito concesso e da eliminare quindi in toto le loro preoccupazioni sulla solvibilità dei richiedenti e la conseguente necessità di un’istruttoria, che allunga i tempi. Secondo: un’ulteriore semplificazione potrebbe essere quella di abolire la garanzia Sace sostituendola – a parità di costi per lo Stato – con un plafond di garanzia messo a disposizione di ciascuna banca da parte dello Stato stesso, in base alla relativa quota di mercato, così da ridurre ulteriormente i tempi e i passaggi burocratici attualmente previsti. Terzo: sostituire le ordinarie procedure antimafia e antiriciclaggio con un’autocertificazione, con pesanti pene per chi avesse rilasciato dichiarazioni mendaci e sollevando ovviamente le banche da ogni responsabilità. Quarto: allungare i tempi di restituzione del prestito rispetto a quelli attualmente previsti. Quinto: sospendere gli adempimenti fiscali fino a fine anno per le imprese in difficoltà. A queste condizioni, il decreto liquidità realizzerebbe davvero le finalità perseguite dai suoi proponenti e le imprese disporrebbero di uno strumento veramente efficace per fronteggiare la crisi drammatica che le attende. Noi stiamo lavorando per arrivare a questo risultato. Speriamo che il governo ci ascolti”.