Medici senza frontiere: il Covid-19 non faccia dimenticare i migranti

Medici senza frontiere: il Covid-19 non faccia dimenticare migranti. L'organizzazione chiede ai governi di "rimuovere gli ostacoli che impediscono alle navi umanitarie di operare"

Medici senza frontiere: il Covid-19 non faccia dimenticare migranti
Annemarie Loof di Msf

Medici senza frontiere: il Covid-19 non faccia dimenticare migranti. “Dopo gli eventi di Pasqua nel Mediterraneo centrale, che hanno visto imbarcazioni in pericolo lasciate senza soccorsi e il porto negato a 200 persone salvate da due navi umanitarie“, Medici senza frontiere “si appella ai governi europei perché il Covid-19 non diventi motivo per abdicare ai propri obblighi di salvare vite e perché rimuovano gli ostacoli che impediscono alle navi umanitarie di operare”.

Medici senza frontiere: il Covid-19 non faccia dimenticare migranti

“Come organizzazione medica d’emergenza impegnata nella risposta alla pandemia in Europa e nel mondo – spiega Annemarie Loof, responsabile delle operazioni di Msf – Msf conosce perfettamente le durissime sfide imposte dal Covid-19. Ma salvaguardare la salute delle persone a terra e rispondere al dovere di salvare vite in mare non sono azioni che si escludono a vicenda“.

Gli ostacoli imposti all’azione salvavita delle navi umanitarie, ulteriormente aggravati dalla pandemia – prosegue la ong – hanno portato alla difficile decisione di porre fine alla partnership tra Msf e Sos Mediterranee. Msf conferma il proprio impegno nel fornire alle persone in fuga dalla Libia l’assistenza medico-umanitaria di cui hanno disperato bisogno. Oggi almeno 650.000 rifugiati e migranti sono bloccati nel paese, circa 150.000 libici sono sfollati, solo nell’ultima settimana oltre 700 persone hanno tentato di attraversare il mare”.