Ex ambasciatore Gardner: “Con Biden torneremmo amici dell’Ue”

Ex ambasciatore Gardner: "Con Biden torneremmo amici dell'Ue". E alla Cina dice: tutti ci ricorderemo delle sue responsabilità sul coronavirus

Ex ambasciatore Gardner:
Anthony Luzzatto Gardner - foto da fb Pacific Council on International Policy

Ex ambasciatore Gardner: “Con Biden torneremmo amici dell’Ue”. Il candidato democratico alla presidenza Usa Joe Biden “crede che abbiamo bisogno dei nostri alleati, da soli non possiamo farcela”. E questa è, precisa in un’intervista a Formiche.net, l’ex rappresentante permanente degli Stati Uniti in Unione europea, Anthony Luzzatto Gardner, una delle più marcate differenze rispetto all’attuale presidente Donald Trump. L’attuale inquilino della Casa Bianca, commenta Gardner, “vuol dare priorità ai rapporti con il Regno Unito, per Biden Usa-Uk-Ue sono un triangolo inscindibile“. Tra l’altro il candidato dem “rispetterebbe le norme internazionali sul commercio, abbandonando l’unilateralismo”.

Ex ambasciatore Gardner: “Con Biden torneremmo amici dell’Ue”

Per l’ex ambasciatore, sostenitore di Biden, “Stati Uniti ed Ue sono e devono restare partner inamovibili in una lunga lista di sfide regionali e globali. Commercio, cambiamento climatico, supporto umanitario. La nostra collaborazione è sottostimata, anche in questioni più settoriali: senza il supporto dell’Ue gli Stati Uniti non avrebbero mai messo in piedi un regime di sanzioni così efficaci contro Russia e Iran“.

Sulla campagna di aiuti contro il coronavirus in Italia, “la Russia e ancor più la Cina hanno peccato di un eccesso di trasparenza. Hanno fatto capire fin troppo chiaramente quali erano le vere intenzioni della campagna di aiuti in Italia: aumentare la presa geopolitica sul Paese”. Ma da Trump, spiega, “non ho sentito una parola di conforto per i morti in Europa e in Italia, un Paese che amo e senza dubbio uno dei più grandi alleati degli Stati Uniti nel mondo. Non è così che si fa diplomazia“. Quanto ai rapporti tesi con Pechino, Gardner ricorda che si tratta di “una delle rare, rarissime aree di consenso bipartisan della politica americana. La Cina è una minaccia unica: ha giocato sporco dentro al Wto, ha reso pubblica la diffusione del coronavirus con settimane, se non mesi di ritardo. Di tutto questo la prossima amministrazione americana e la comunità internazionale si ricorderanno“. Ma, aggiunge, “la ricetta di Biden è molto diversa da quella di Trump. Né inutili minacce, né vuoto pacifismo. L’unico modo per mettere la Cina alle strette è lavorare a fianco dell’Ue, che in questi mesi ha giustamente irrigidito il suo impianto normativo, dallo screening degli investimenti diretti esteri alla concorrenza“.