Coronavirus, Sileri: “Il vaccino dovrebbe essere un obbligo”

Il vice ministro della Salute ottimista su una prima fase della ripartenza dal 4 maggio, ma è consapevole che ci sarà una fase in cui il virus continuerà a circolare

Sileri
Foto. Twitter

Ormai da diiverse settimane gli italiani sono alle prese con le misure restrittive necessarie per arginare l’emergenza Coronavirus, al momento in vigore fino al 3 maggio. Un lieve miglioramento negli ultimi giorni sembra esserci stato, anche se sembra ancora troppo presto per poter tornare a una vita normale. Anche gli esperti sono infatti concordi su come il percolo potrà essere superato non appena potremo contare su un vaccino. Su questa linea anche il vice ministro della Salute, Pierpaolo Sileri: “Con il vaccino sconfiggeremo questo virus. Visti idanni che ha creato il virus, non ho dubbi sul fatto che un vaccino del genere debba essere obbligatorio. Una volta che saranno garantite efficacia e sicurezza del vaccino, dovremmo avere una copertura tale per non far più contagiare nessuno” – ha detto nel corso della sua presenza al programma ‘L’imprenditore e gli altri’ condotto da Stefano Bandecchi, fondatore dell’Università Niccolò Cusano, su Radio Cusano Tv Italia.

Ripartenza il 4 maggio? Sileri è ottimista

Ormai da qualche giorno si parla di quella che ci attende in quella che è chiamata “Fase 2” e il momento potrebbe non essere così lontano, anche se la ripartenza potrà essere necessariamente solo graduale. “Sulla data del 4 maggio sono molto ottimista – ha detto Silei -. I miglioramenti si vedono, ma la riapertura va programmata non immediata su tutto, ma scaglionata e con tutte le misure di sicurezza necessarie“.

A dare speranza è anche la situazione lombarda, finora la regione che ha registrato il maggior numero di vittime: “Secondo me stiamo andando nella direzione giusta in Lombardia, ma anche nel resto d’Italia dove l’epidemia non si è diffusa in maniera così massiccia e le misure adottate hanno dato i loro risultati. C’è stato – ha rilevato Sileri- un calo anche nel numero dei decessi, che è sempre alto ma ricordiamoci che aveva toccato mille al giorno. E’ chiaro che bisognerà riaprire, così come è chiaro che il virus non lo vinceremo finchè non avremo un vaccino. Credo che i contagi continueranno a diminuire nelle prossime settimane, ma il contagio zero non è possibile finchè il virus circola, possiamo portarlo vicino allo zero. Oggi il Coronavirus si cura meglio rispetto a quando è iniziata l’epidemia, perchè si conosce meglio la malattia, ciò che viene fatto sul territorio è migliorato e anche la terapia è modulata sui pazienti precedenti. Siamo in una situazione – ha concluso – di gran lunga migliore rispetto a un mese fa” .