Carfagna con il Cav: “Chi rifiuta il Mes vuole affondare l’Italia”

Carfagna con il Cav: "Chi rifiuta il Mes vuole affondare l'Italia". Se nulla sarà come prima allora vanno abbandonati i pregiudizi, dice la vicepresidente della Camera

Carfagna con il Cav: “Chi rifiuta il Mes vuole affondare l’Italia”. Se é vero che l’epidemia da Covid-19 ci ha fatto sprofondare in una crisi peggiore di quella che affrontammo nel 2009, “la destra e il M5S devono rinunciare alla mistica autarchica del ‘facciamo da soli’ e riconsiderare il rapporto con l’Europa per quel che offre oggi e non in base ai giudizi (o pregiudizi) di ieri. Servono, insomma, atti di discontinuità”. E’ l’auspicio che la vicepresidente della Camera e deputata di Fi, Mara Carfagna, fa in una lettera pubblicata sul “Giornale” con cui si schiera al fianco di Silvio Berlusconi nel sostenere l’utilità dell’accesso al Mes, che invece Matteo Salvini e Giorgia Meloni continuano a dipingere con i colori tetri di uno strumento demoniaco.

Nel suo scritto, Carfagna sottolinea in primis la necessità di una svolta: “Sta a noi – scrive – determinare uno strappo rispetto ai fattori di continuità che ci condannano, a cominciare dalla debolezza politica di un governo incapace di produrre scelte condivise sia all’interno sia all’esterno della maggioranza. Ci serve decisione. Ci serve coraggio. Ci serve il superamento degli interdetti ideologici di tutte le parti in causa”.

Carfagna con il Cav: “Chi rifiuta il Mes vuole affondare l’Italia”

Oltre a una “forma di sostegno flessibile ai singoli e alle famiglie rimaste senza mezzi di sostentamento, o con redditi fortemente ridotti”, poiché ritiene inadeguate le “elargizioni occasionali come i 600 euro”, o alla necessità di ripristinare i voucher per categorie come i braccianti agricoli o i rider, Carfagna si sofferma sul Mes. “Il nuovo Covid-Mes proposto dall’Europa è una pioggia di miliardi a tassi inferiori a quelli di mercato – spiega – che ci consentirebbe di ridisegnare e aggiornare il sistema sanitario italiano, fornendo risorse per una riforma altrimenti impossibile, per un’imponente tornata di assunzioni, per il miglioramento dei salari di tutti i soggetti della sanità. Se ‘niente sarà come prima’ non possiamo essere ‘come prima’ neanche noi, decisori politici in una fase che può salvare il Paese dai suoi vecchi vizi o, al contrario, condannarlo a un declino più rapido di quello da chiunque immaginato. Fi – conclude la vice presidente della Camera – sta facendo la sua parte. Le parole di Berlusconi sul Mes rappresentano un segnale importante e un esempio che altri dovrebbero seguire sulla strada della rinuncia ai tabù. Vedremo chi avrà il temperamento e il coraggio di aprire nuove strade e chi resterà attaccato alla zattera dell’esistente a costo di vederla affondare“.