Bellanova: pensiamo ai migranti nell’agricoltura o lo farà la Mafia

Bellanova: pensiamo ai migranti nell'agricoltura o lo farà la Mafia. La ministra chiede la loro regolarizzazione, anche temporanea, per non rischiare che la macchina agricola si inceppi

Bellanova:
Teresa Bellanova

Bellanova: pensiamo ai migranti nell’agricoltura o lo farà la Mafia. “O è lo Stato a farsi carico della vita di queste persone o sarà la criminalità a sfruttarla”. Così la ministra delle Politiche agricole Teresa Bellanova ha attirato l’attenzione dell’aula del Senato sul problema dello sfruttamento dei lavoratori immigrati, “gli invisibili”, durante la sua informativa in merito all’emergenza coronavirus. “Nella situazione attuale, le condizioni di questi irregolari sono ancora più complicate e fragili. E queste persone ancora più esposte al rischio sanitario e alla fame”, ha detto.

Bellanova: pensiamo ai migranti nell’agricoltura o lo farà la Mafia

“Senza furori ideologici o ipocrisie abbiamo il dovere di una assunzione di responsabilità – ha sostenuto la ministra – il governo ha già adottato misure di potenziamento delle azioni di tutela della salute dei cittadini migranti, residenti negli insediamenti irregolari, al fine di prevenire la diffusione del contagio da Covid-19 in tali contesti, particolarmente a rischio. Ma non è sufficiente”. E ancora: “600mila lavoratori irregolari invisibili vivono in insediamenti informali, sottopagati e sfruttati che lavorano sul territorio alla mercè del caporalato. Oggi queste persone sono ancor più esposte al rischio sanitario e alla fame. In Italia, il 26,2% del totale del lavoro agricolo è svolto da stranieri, 346mila persone. In migliaia sono tornati nei propri Paesi e le associazioni parlano oggi di una carenza di manodopera fra 270 e 350mila unità“, aggiunge la ministra che ha invocato la regolarizzazione, anche temporanea, di queste persone. Anche per non rischiare che la macchina dell’agricoltura si inceppi.