Veneto, Zaia: “Già pronto il piano per la ripartenza”

Sono diverse le aziende che sono tornate al lavoro, ma il Governatore ritiene che le scuole debbano restare ancora chiuse

Zaia
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Nonostante le misure restrittive decise dal governo siano in vigore fino al 3 maggio, in Veneto si parla già di “lockdown soft” grazie a una riapertura avvenuta parzialmente in questa settimana. E il Governatore Luca Zaia non vuole farsi trovare impreparato: “E’ innegabile che siamo già nella fase 2 e la ripartenza sta già avvenendo con imprese che stanno lavorando da tempo e altre che hanno riaperto ieri. Abbiamo pronto un piano di sanità pubblica per la ripartenza e per la tutela dei lavoratori. Si tratta di un piano che presenteremo nei prossimi giorni dopo il confronto con sindacati e associazioni datoriali” – ha detto in occasione del punto stampa giornaliero. Il piano, secondo quanto anticipato, potrebbe contenere elementi relativi all’uso di “test rapidi” e alla cosiddetta “patente” per i lavoratori.

L’emergenza non è comunque essere conclusa e diventa fondamentale rispettare ancora le norme: “Ormai è innegabile la direzione imboccata e i dati ce lo dicono quotidianamente, – ha detto ancora Zaia -ma non possiamo abbassare la guarda e non rispettare le regole“.

L’opera di prevenzione sarà massima: “Non nego che oggi abbiamo chiesto al dottor Flor (direttore generale dell’Azienda ospedaliera di Padova, ndr) di provare a comperare un’altra macchina da 9 mila tamponi – sono le parole di Zaia -. È pressochè impossibile, ma se riuscissimo a trovarla avremo capacità di ‘screenare’ altri 9 mila tamponi al giorno piu’ i 9 mila che gia’ facciamo con la macchina recentemente acquistata in Olanda e gli altri sei, sette mila che facciamo di default“.

Zaia – Ripartenza generale, ma non per le scuole

Su una cosa il presidente veneto ha però le idee chiare: non devono esserci novità sulla scuola, dove la cautela deve essere massima: “L’ho già detto, e resto convinto che le scuole non debbano riaprire, che sia troppo rischioso. I nostri clinici dicono questo. Il virus alla volta di giugno, quando le scuole dovrebbero chiudere, circolerà ancora. Se si volessero riaprire gli istituti a maggio – ha spiegato Zaia – vorrebbe dire portare i ragazzi in un ambiente dove può circolare il contagio, e lo porterebbero nelle famiglie”.

Al lavoro per preservare il turismo

Pensiero però anche all’estate, ormai sempre più vicina, che potrebbe aiutare il Veneto a risollevarsi sul piano economico. Al momento la paura non sembra essere il sentimento prevalente. “Non fasciamoci la testa prima di andare in ospedale, io non faccio parte di quelli che pensano che sara’ un disastro e non faremo piu’ nulla… il turismo è in ginocchio, ma qualche speranza dobbiamo averla – ha detto Zaia -. È un impegno che ci prendiamo tutti, se potremo fare un giorno di vacanza di farlo al mare, in montagna, per dare un aiuto al nostro territorio”, continua il governatore rivelando di aver parlato proprio ieri con il consigliere regionale jesolano Francesco Calzavara (Zp), che ha confermato che dei “molti turisti tedeschi che hanno già prenotato, perche’ sono fidelizzati, ha disdettato solo il 7%... Io pensavo che avesse disdettato il 100%, quindi se ci credono quelli che vengono da fuori dobbiamo crederci ancora di piu’ noi”.