La Lombardia chiede la ripresa delle attività produttive dal 4 maggio

La ripartenza sarà all'insegna delle 4 D": distanza, dispositivi, digitalizzazione e diagnosi

Lombardia ripresa attività produttive
Foto: PIxabay

La Lombardia continua ad avere il triste primato di regione più colpita dal Coronavirus, ma la minore pressione nelle terapie intensive registrata negli ultimi giorni consente di guardare almeno parzialmente al futuro. Già da ora è possibile quindi pensare a una possibile ripresa. Le attività produttive potrebbero infatti provare a tornare alla normalità a partire dal prossimo 4 maggio, giorno in cui scadranno le misure restrittive decise dal governo Conte.

Il Pirellone avrebbe così intenzione di presentare una specifica domanda al governo indicando le quattro mosse che vorrebbero essere attuate in quella fase.

Lombardia – Ripresa attività quattro produttive all’insegna delle “4 D”

In una nota diffusa dalla Regione Lombardia sono state delineate le strategie che vorrebbero essere seguite dal territorio guidato dal presidente Attilio Fontana. Questo potrebbe essere facilmente sintetizzato attraverso “4 D”:

  • Distanza (un metro di sicurezza tra le persone);
  • Dispositivi (ovvero obbligo di mascherina per tutti);
  • Digitalizzazione (obbligo di smart working per le attività che lo possono prevedere);
  • Diagnosi (dal 21 aprile inizieranno i test sierologici grazie agli studi in collaborazione con il San Matteo di Pavia).

Tutto questo – prosegue la nota – sarà accompagnato da un piano per riaprire in orario scaglionato uffici e aziende e, successivamente, scuole e università. Un esempio della ‘nuova normalità’ saranno le aperture delle attività scaglionate e sull’arco di tutta la settimana per evitare il sovraffollamento dei mezzi pubblici. Facendo tesoro della prima fase della pandemia, l’ospedale straordinario alla Fiera di Milano (che è costato zero euro pubblici) diventerà il presidio che veglierà sulla salute dei lombardi come una vera e propria assicurazione contro il sovraffollamento delle altre strutture regionali”.

Non mancherà il sostegno ai lavoratori

La pandemia ha provocato però importanti difficoltà anche sul piano economico, non solo per commercianti e liberi professionisti costretti alla chiusura temporanea a causa del lockdown (e con poche certezze alle condizioni che ritroveranno alla riapertura), ma anche per i dipendenti, lasciati in cassa integrazione dalle aziende ma che ancora non hanno ricevuto quanto gli spetta.

Su questo aspetto il Pirellone ha provato a rassicurare i cittadini. “A queste strategie – conclude la nota – si accompagnano altri provvedimenti, su cui Regione Lombardia sta giocando un ruolo da protagonista: cassa integrazione con garanzia della Regione, piano di sostegno per piccole e medie imprese (sul tavolo c’è un pacchetto di facilitazioni per l’accesso al credito, con la possibilità di mobilitare risorse fino a un miliardo), provvedimenti a beneficio del personale sanitario (stabilizzazione e bonus economico con almeno 80 milioni di Regione Lombardia in aggiunta ai fondi del Governo)”.