Centeno: “Il Mes è una rete di sicurezza”

Centeno: "Il Mes è una rete di sicurezza". Parla il presidente dell'eurogruppo, capofila del fronte pro eurobond: le parole di Conte sul meccanismo europeo di stabilità? Parte del negoziato

Centeno:
Mario Centeno

Centeno: “Il Mes è una rete di sicurezza”. Non necessariamente la Ue potrebbe ricorrere agli Eurobond, uno strumento che però non va escluso. Lo dice il presidente dell’Eurogruppo Mario Centeno, capofila dei paesi latini pro solidarietà europea (e quindi pro coronabond), in un’intervista al Corriere della Sera in cui precisa che il Mes va visto come “una rete di sicurezza” e “come un`assicurazione: la compri per non usarla, ma ti dà una copertura in più“. E se Giuseppe Conte lo rifiuta, “è’ l’approccio abituale quando si negozia. Prendo le parole che si pronunciano un po’ in tutta Europa come parte di un negoziato”.

Alla domanda se la risposta alla crisi siano gli Eurobond, Centeno replica: “Non necessariamente, ma non lo escludo. C`è una proposta di usare il Quadro finanziario pluriannuale, cioè il bilancio europeo, e un’altra di emettere debito comune. Le due non si escludono necessariamente. L`importante, lo ripeto, è spalmare nel tempo il costo della risposta”. Quanto alla discussione sul Mes all’ultimo Eurogruppo, Centeno sottolinea che “serviva un accordo che garantisse una rete di sicurezza per i governi con il Meccanismo europeo di stabilità, un sostegno ai lavoratori e liquidità per le imprese. Il Mes lo vedo come un’assicurazione: la compri per non usarla, ma ti dà una copertura in più“. Secondo il Presidente dell’Eurogruppo “dobbiamo far sì che gli strumenti usati siano il più simili possibile in tutta Europa. Anche per evitare che poi la ripresa non sia troppo lenta”.

Centeno: “Il Mes è una rete di sicurezza”

“Qualche istituzione ha stimato una risposta da 700-1.000 miliardi di euro, forse 1.500 – aggiunge – Cifre a dodici zeri. Non siamo abituati a pensare a questo tipo di cifre, ma non dobbiamo definirle nelle prossime settimane. Prima ci sarà da capire come e quando si torna indietro dal lockdown. Siamo economie aperte, non ha molto senso per un Paese aprire se gli altri in Europa o nel mondo restano chiusi. Ci vorrà moltissimo coordinamento. Un piano per la ripresa deve scattare non appena usciamo dai lockdown – aggiunge ancora – Parte del denaro dev’essere disponibile all’inizio dell’estate o a tarda primavera. All’inizio il piano sarà più lento, ma prevediamo un rimbalzo nel 2021. Se decidessimo di usare il bilancio Ue, come sappiamo inizia solo nel 2021, se troviamo l’accordo”.