Boccia: “Fase di riapertura non vanifichi gli sforzi fatti”

Il Ministro chiarisce: le ordinanze regionali sono possibili, ma solo se sono più restrittive rispetto a quando deciso dal governo a livello nazionale

Boccia
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A più di un mese di distanza dall’inizio del lockdown con misure che sono diventate via via più restrittive e in vigore attualmente fino al 3 maggio, la voglia di ripartire tra gli italiani è forte, ma tutto dovrà avvenire in assoluta sicurezza. A sottolinearlo è anche il Ministro Francesco Boccia.

In questo momento l’indice di contagiosità è intorno a 0,8-0,9. L’ideale sarebbe zero, ma ci arriveremo solo col vaccino. L’obiettivo è portare il sistema a 0,5-0,6 in tutta Italia e a quel punto il rafforzamento dei sistemi sanitari dovrebbe reggere il più possibile. Questi numeri cambiano da regione a regione, il rischio è che lo sforzo straordinario fatto dagli italiani venga vanificato da errori a livello territoriale – ha detto il Ministro per gli Affari regionali, Francesco Boccia, in audizione in commissione Affari costituzionali -. Quando si ripartirà il quadro nazionale dovrà essere omogeneo e funzionante. L’imperativo per noi è la valutazione del rischio per le singole categorie di lavoratori, un lavoro che sta facendo l’Inail”.

Il messaggio di Boccia alle Regioni

Non hanno mancato di fare discutere le scelte compiute da diverse Regioni, nonostante il dcpm governativo valido a livello nazionale. Emblematica è la scelta fatta dal Veneto, che è arrivato a parlare di “Fase 2” già avviata, pur non considerando ancora conclusa l’emergenza.

Ma su questo aspetto è lo stesso Boccia a chiarire come debbano comportarsi i Governatori: “Se le ordinanze delle Regioni sono ulteriormente restrittive rispetto ai Dpcm vanno bene, anzi, sono un supporto ulteriore, sono opportune perchè aiutano la comprensione generale del fenomeno. Funziona così dall’inizio, le regioni sempre hanno avuto la possibilità di restringere le regole generali del governo. Questo non è possibile per l’allentamento delle misure, si va contro le norme ordinarie, l’allentamento sulle riaperture di fatto non è un allentamento ma sono autorizzazioni dei prefetti sulla base di specifiche valutazioni su attività caratteristiche di alcuni territori”

I testi sierologici sono affidabili?

Fino a pochi giorni fa la Lombardia sembrava essere tra le Regioni dubbiose sulla reale efficacia dei test sierologici, ma ora anche questo scoglio sembra essere superato e così dal 21 aprile prossimo si partirà ufficialmente. A rassicurare ulteriormente sull’importanza di questa soluzione è lo stesso Ministro.

“Sui tamponi, ora la comunità scientifica ci dice che solo il test molecolare ci dice se un paziente è positivo o no. Il test sierologico è stato autorizzato dal ministro della Salute, sulla base delle indicazioni della comunità scientifica, solo ai fini di ricerca pidemiologica. Basta? Per le ricerche sì, per dire se uno è positivo o negativo no. Per questo le pressioni sulla comunità scientifica, prima avremo le certezze e prima avremo avremo linee chiare e definitive. E’ una corsa contro il tempo, ma quando avremo certezze sui test possiamo distinguere la popolazione in sicurezza da quella meno”.